Covid, altre tre vittime: cresce la pressione sul pronto soccorso. «Servono altri posti letto»

Venerdì 14 Gennaio 2022 di Francesca Pasquali
Covid, altre tre vittime: cresce la pressione sul pronto soccorso. «Servono altri posti letto»

FERMO - Giornata nera, quella di ieri, per il Fermano, che ha contato tre vittime del Covid. I decessi sono avvenuti tutti all’ospedale Murri. A perdere la vita sono stati un uomo di 63 anni di Montegranaro, un di 71 di Torre San Patrizio e una donna di 94 di Fermo. Dall’inizio della pandemia, sono 342 le morti legate al Covid nella nostra provincia. Che è nel pieno della quarta ondata. Con 283 nuovi contagi registrati ieri e un ospedale, l’unico, sempre più in affanno.

 

Soffre soprattutto il pronto soccorso, dove ieri c’erano dieci pazienti positivi in attesa. Una parte è stata ricoverata in Malattie infettive. Altri sono stati trasferiti nella Rsa di Campofilone, che è di nuovo piena. Altri ancora sono rimasti nell’area Covid del pronto soccorso, perché non si sapeva dove portarli.
Gli accessi
Nelle ultime settimane, gli accessi al punto di primo intervento hanno ripreso a crescere. La media s’aggira sui dieci pazienti positivi al giorno. Più altrettanti negativi. Il problema è che la decisione dell’Area vasta 4 di non riaprire la Medicina Covid, se da una parte preserva posti letto per i pazienti negativi, dall’altra lascia scoperti i positivi, che stanno aumentando. Roberto Grinta dice che il conteggio è in pari. Per il direttore dell’Av 4, la situazione è sotto controllo e il rapporto giornaliero tra ingressi e dimissioni tiene. Ma si viaggia sul filo del rasoio. E dei 32, tra infermieri e oss, che sarebbero dovuti arrivare per dare manforte ai sanitari dell’ospedale ancora non c’è traccia. Dal 1° febbraio, il pronto soccorso perderà un altro medico, il 118 due. I reparti Covid sono quasi sempre pieni. Ieri, in Terapia intensiva i ricoverati erano cinque. L’Av 4 ha fissato a sei la soglia massima. In Malattie infettive erano ventinove su trenta letti. Alle Cure intermedie di Sant’Elpidio a Mare, riconvertite da poco in Covid, dieci su dodici posti attivati. Una situazione che Fabrizio Cesetti definisce «inaccettabile». Il consigliere regionale del Pd ha protocollato un’interrogazione per chiedere alla giunta se ha intenzione di riaprire il Covid Hospital di Civitanova, «indispensabile – secondo Cesetti – per alleggerire e salvaguardare l’operatività degli ospedali delle Marche e garantire lo svolgimento delle prestazioni ordinarie che si svolgono al loro interno».
Il fronte
Discorso doppiamente valido per il Murri, «l’unico presidio specialistico con caratteristiche di primo livello presente in provincia, che sta per diventare una polveriera a causa dell’aumento di posti letto nei vari reparti, senza il necessario per assistere i malati». «Saltamartini (Filippo, l’assessore regionale alla Sanità, ndr) e l’intera giunta sbagliano quando cercano di trincerarsi dietro la scusa della mancanza di medici, visto che, se c’è la volontà politica, esistono diversi modi per dare corso a un reclutamento straordinario», attacca il consigliere dem. Per il quale «questo imbarazzante stallo è emblematico della disorganizzazione e della leggerezza con cui la giunta regionale sta affrontando la gestione del Covid». Prosegue, intanto, la campagna vaccinale. Domani, alla Don Dino Mancini si terrà il secondo open day, dalle 8 alle 20, per i non prenotati maggiorenni. Domenica, al Fermo Forum, dalle 8 alle 14, toccherà allo screening gratuito per gli studenti delle scuole superiori.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA