Covid al Murri, fissato un tetto ai ricoveri. Ma cresce l'allarme per l'aumento dei contagi in provincia

Mercoledì 29 Dicembre 2021 di Francesca Pasquali
Covid al Murri, fissato un tetto ai ricoveri. Ma cresce l'allarme per l'aumento dei contagi in provincia

FERMO - Cinque letti di Rianimazione e trenta di Malattie infettive. Oltre, l’ospedale Murri di Fermo non andrà. L’ha deciso, ieri mattina, la cabina di regia convocata dall’Area vasta 4. Che ha scongiurato, almeno per adesso, altri accorpamenti e la riconversione dei reparti. Niente apertura di Medicina Covid, quindi, data per scontata fino alla giornata di ieri.

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A far cambiare idea al direttore dell’Area vasta che copre la provincia di Fermo sarebbe stata una decina di pazienti negativi arrivati al Murri e da ricoverare. La vita va avanti e, senza lockdown, le occasioni di finire in ospedale aumentano, il ragionamento dietro il “no” alla riconversione di una parte del reparto guidato da Stefano Angelici. E alla conseguente decisione di non sottrarre letti a chi soffre di altre patologie. Lo stesso ragionamento che ha evitato l’accorpamento di Pediatria e Ostetricia, pure quello sul tavolo, ieri mattina. L’unico ospedale della provincia non può scordarsi degli altri malati, s’è detto. E, se i ricoveri Covid, come pare scontato, aumenteranno, le altre province dovranno fare la loro parte. Per prima Ancona, con l’ospedale di Torrette, dove è stato trasferito uno dei sei pazienti di Terapia intensiva del Murri. A Malattie infettive, i positivi ieri erano 29, a un soffio dalla capienza massima. Quando sarà raggiunta, scatteranno quindi i trasferimenti.
Le prospettive
Almeno, queste sono le intenzioni. Perché, prima, ci sarà da trovare ospedali disposti ad accogliere i pazienti fermani. Che è quello che, durante le prime tre ondate, ha fatto il Murri, con il reparto di Malattie infettive riferimento per il sud delle Marche. Ma il nuovo direttore sembra intenzionato a cambiare marcia. Si spiegherebbe così il tetto dei cinque letti di Rianimazione Covid e dei trenta di Malattie infettive. Per alleggerire il reparto diretto da Giorgio Amadio, la cabina di regia ha decretato la riconversione dell’ex ospedale di Sant’Elpidio a Mare in post-acuzie Covid. Dopo il trasferimento dei pazienti attualmente presenti, la struttura potrà ospitare fino a diciotto positivi dimessi dal Murri. Che s’avvia anche verso la chiusura alle visite esterne, al momento dimezzate. Entro fine settimana, Roberto Grinta dovrebbe firmare il divieto di ingresso. Intanto, per cercare di limitare le file negli hub, decretato lo stop a seconde e terze dosi dei vaccini senza prenotazione: ne riferiamo in Regione. Nel frattempo c’è stato un altro picco di contagi, ieri, nel Fermano, dove sono stati registrati 191 nuovi casi, il dato più alto della regione, dopo quello di Ancona (338). Le persone in quarantena, ieri, erano 2.060. Un uomo di 80 anni, morto al Murri, è la 330esima vittima del Covid nella nostra provincia. L’anziano era di Monte San Pietrangeli. Da diversi giorni, il Comune tra il Tenna e l’Ete Morto è sotto la lente per una significativa impennata di contagi. Ieri, i positivi erano 82. Crescono i casi a Fermo. Ieri erano 358. Numeri ancora alti a Montegranaro che ha 234 positivi. 277 i contagiati a Porto Sant’Elpidio, 160 a Porto San Giorgio, 152 a Sant’Elpidio a Mare, 83 a Monte Urano, 48 ad Amandola e Montegiorgio, 34 a Grottazzolina, 32 a Falerone, 21 Campofilone. Montefalcone Appennino è l’unico Comune senza contagi. Sotto i venti casi tutti gli altri.

Ultimo aggiornamento: 14:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA