Studenti minorenni e professori no vax, il Conservatorio Pergolesi alle prese con il rebus Green pass

Studenti minorenni e professori no vax, il Conservatorio Pergolesi alle prese con il rebus Green pass
Studenti minorenni e professori no vax, il Conservatorio Pergolesi alle prese con il rebus Green pass
di Francesca Pasquali
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Sabato 11 Settembre 2021, 06:00

FERMO La prima diffida è arrivata l’altro ieri. E potrebbe non essere l’unica. Partenza in salita per il Conservatorio Pergolesi che fa i conti con il Green pass. Non solo per il personale docente e no, ma anche per gli studenti.

 
Le regole
Perché, come tutti i Conservatori, segue le regole delle Università. Anche se una grossa fetta di iscritti ha tra 12 e 18 anni: più o meno 150 su 500. Ragazzi che, per andare a scuola, non hanno bisogno del certificato verde, necessario, invece, per entrare in Conservatorio. Che riprenderà le lezioni il 2 novembre. E che sta avvisando gli studenti per dare il tempo a chi vorrà di vaccinarsi. «Abbiamo dovuto adottare le indicazioni del Dl 111 che prevede un controllo a campione per gli studenti, con modalità da stabilire da Conservatori e Università», spiega il direttore del Pergolesi, Nicola Verzina. Ma i problemi riguardano anche i docenti. «Ce ne sono alcuni non vaccinati e che non intendono vaccinarsi», fa sapere Verzina. Visto che fanno lezione due giorni di fila, con un tampone, avrebbero la settimana coperta. E il Conservatorio, che quest’anno avrà parecchi iscritti da Cina ed Europa dell’Est, sta pensando di convenzionarsi con le farmacie per tamponi a prezzi più bassi. «Ma esistono docenti che non vogliono fare il tampone», precisa Verzina e assicura tolleranza zero: «Non faremo entrare chi non ha il Green pass». Così, al quinto giorno di assenza, scatterà la sospensione. «Siamo obbligati a riprendere la didattica in presenza. Non è possibile che qualche docente chieda di fare didattica a distanza perché non è vaccinato», spiega il direttore. Ma potrebbe aprirsi uno spiraglio. A breve dovrebbero partire i lavori al piano fiati. E il Conservatorio dovrà fare a meno di tredici aule. «Proporrò al Consiglio accademico di fare lezione a distanza per alcuni mesi, solo per le materie teoriche, per ottimizzare gli spazi», dice Verzina.


La scelta
Ha rifiutato di spostare una parte degli iscritti al Liceo artistico di Porto San Giorgio o al Fermo Forum, «perché, se dovessero muoversi tra una lezione e l’altra, sarebbero lontani e perché non abbiamo personale per la sorveglianza», chiosa. Ma potrebbe usare quegli spazi «per le attività non didattiche».

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