Sgravi fiscali, il distretto non si arrende: pressing di industriali e artigiani per rivedere i tagli

Domenica 27 Dicembre 2020 di Massimiliano Viti
Sgravi fiscali, il distretto non si arrende: pressing di industriali e artigiani per rivedere i tagli

FERMO - Associazioni datoriali compatte: la politica deve ripensarci e inserire anche l’area di crisi complessa del distretto pelli-calzature all’interno di quelle che beneficeranno dello sconto Sud. La richiesta è stata sempre respinta perché mancano i fondi.

 

Ma qualche giorno fa Ascoli è stata accontentata con la costituzione di un Fondo per il contrasto della deindustrializzazione dei territori della ex Cassa del mezzogiorno non ricompresi tra le regioni del sud beneficiarie di politiche di vantaggio. Un fondo con una prima dotazione da 135 milioni. La differenza è che se Fermo vuole intercettare i contributi deve investire mentre per beneficiare dello Sconto sud e molto probabilmente nemmeno per attingere al neo costituito fondo “ascolano” non è necessario.

«È inaccettabile l’aver disatteso le legittime aspettative di un distretto calzaturiero che da anni ha sollevato in tutte le sedi istituzionali la questione dell’alto costo della manodopera» afferma il presidente di Confindustria Centro Adriatico Simone Mariani.

Secondo Mariani «la decontribuzione fino al 2029 avrebbe da subito potuto incidere sulle sorti di numerose imprese ad alta incidenza manifatturiera, già in difficoltà prima del Covid ed ora letteralmente in ginocchio». Per l’associazione è un “passo falso” che rischia di compromettere la competitività delle imprese locali.

A Mariani fa eco Paolo Silenzi, presidente di Cna Fermo: «È inconcepibile che l’area di crisi complessa fermano-maceratese resti fuori dalla riconfigurazione territoriale di aiuti e provvidenze. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di rimpalli di responsabilità politica. All’Italia servono strategie e progetti, non tatticismi o politiche restrittive ed incomprensibili». Per Lorenzo Totò, vicepresidente di Confartigianato Macerata, Ascoli e Fermo, «l’esclusione rischia di vanificare gli sforzi che artigiani e imprenditori compiono per salvaguardare un’eccellenza manifatturiera».

«La decontribuzione è fondamentale per risollevare le Pmi e l’artigianato. Confidiamo che l’inserimento dell’area picena sia solo un passo nell’imminente ampliamento delle aree industriali delle tre province nel provvedimento».

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