Fermo, clandestini, cocaina e sgomberi: ora Lido Tre Archi è sotto scacco

Fermo, clandestini, cocaina e sgomberi: ora Lido Tre Archi è sotto scacco
Fermo, clandestini, cocaina e sgomberi: ora Lido Tre Archi è sotto scacco
di Soncia Amaolo
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Sabato 20 Giugno 2020, 07:31

FERMO - Gli sgomberi di appartamenti occupati da clandestini e pregiudicati, con i sequestri di droga degli ultimi giorni, stanno scoprendo gli altarini di un mondo di sotto che ha messo radici come la gramigna a Lido Tre Archi. In 2-3 vie e una manciata di monolocali ha preso piede un sistema che minaccia la sicurezza dei cittadini.

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Tra abusivi e spacciatori, a dare le carte nella maggior parte dei casi sono immigrati irregolari, latitanti. Un quadro a tinte fosche emerge oggi, dopo che la Questura chiarisce, in un comunicato ufficiale, i contorni del blitz di giovedì pomeriggio, di cui ieri avevamo scritto. Sono stati sequestrati 22 grammi di cocaina fiutati dal cane Grant nello stanzino dei contatori, sono 2mila euro di valore, più sostanza da taglio, bilancino di precisione e materiale per confezionare dosi.
 
Considerando che, il giorno prima c’era stata la soffiata di un residente alle forze dell’ordine, e che quello stanzino era monitorato da almeno 24 ore, ciò significa che gli spacciatori hanno accettato il rischio che quella pallina di coca potesse essere sequestrata. Evidente che la “bamba” è oramai di casa a Fermo, scorre a fiumi lungo la costa. Altro dato che emerge chiaro, dopo il blitz, è che troppi delinquenti riescono a sfuggire alle maglie della giustizia. Nell’appartamento sgomberato al 1°piano di via Mattarella, con l’odore di cibo imputridito e montagne di rifiuti a vista, c’era un extracomunitario di 32 anni, pregiudicato.
Lo straniero
E’ incappato nei controlli anche un pakistano ventenne, risultato irregolare, la sua richiesta di protezione internazionale era stata respinta. Più di tutti preoccupa però il soggetto sfuggito alla cattura, ricercato da tempo che era riuscito a fuggire in Francia e, a quanto pare, è rientrato, si era rifugiato a casa di due connazionali, denunciati per favoreggiamento. 
Lui, però, è riuscito a cavarsela ancora. I poliziotti lo hanno individuato ma, quando si sono avvicinati, si è messo a correre tra i giardini, ha imboccato la porta di un palazzo ed è salito fino al 3°piano chiudendosi in casa, dove sono domiciliati i due amici che lo hanno ospitato. Gli agenti hanno bussato parecchio a quella porta per entrare in casa e, quando ci sono riusciti, il ricercato non c’era più, si era tuffato dal balcone per non farsi catturare. Resta un latitante in circolazione. Intanto due appartamenti sono stati messi in sicurezza e resi inaccessibili. In Questura sono stati accompagnati l’extracomunitario che aveva occupato il monolocale sgomberato e il pakistano, per entrambi sono scattati i decreti di espulsione del prefetto con l’ordine di allontanamento del questore. Da vedere se, all’atto pratico, l’ordine sarà rispettato o se i due, e il latitante, troveranno altre case pronte ad accoglierli. Brillante è stata l’operazione della Questura, con la Squadra mobile, l’Anticrimine, la Volante, la Scientifica, il Reparto prevenzione crimine di Pescara, l’Unità cinofila della Guardia di finanza e la municipale.
Lo scenario
Ma si moltiplicano anche i posti di blocco delle forze dell’ordine che intervengono quotidianamente, ormai è fissa la Guardia di Finanza con l’unità cinofila, il cane delle Fiamme gialle che sta dando eccellenti risultati da segugio nel fiutare e nello scovare gli stupefacenti e queste operazioni, sommate agli sgomberi con gli accessi per sempre chiusi degli appartamenti a rischio occupazioni, su ordinanza del sindaco Paolo Calcinaro che interviene ove il proprietario non accenna a muoversi, stanno scoraggiando le piazze dello spaccio. Sempre alta è l’allerta per la capacità camaleontica di certi personaggi che ne inventano di ogni colore pur di non perdere fette di mercato. I finanzieri, con la volante della Questura sempre, si sono mossi anche per tutto il pomeriggio di ieri cambiando angolazione e fermando automobilisti, ciclisti, persone a piedi, controllando nei soliti market al porticato di via Moro, alla rotatoria dei Tre Archi, simbolo del quartiere, in via Togliatti, largo Saragat, Pietro Nenni e De Gasperi.

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