Calzature in frenata, il ritorno del Micam riaccende la speranza. Ma si perdono altri mille posti di lavoro

Giovedì 9 Settembre 2021 di Massimiliano Viti
Calzature in frenata, il ritorno del Micam riaccende la speranza. Ma si perdono altri mille posti di lavoro

FERMO - Il Micam per tamponare l’emorragia della scarpa marchigiana. Nei primi 6 mesi del 2021, nonostante il blocco dei licenziamenti (prorogato fino alla fine di ottobre), nelle Marche si sono persi 1.045 posti di lavoro tra i produttori di calzature e il settore della componentistica. Il dato equivale ad un terzo del valore nazionale: 3.033 addetti in meno. E se in Italia, negli stessi settori, si contano 138 imprese in meno, 61 di queste sono marchigiane. Indicativamente Fermo vale i due terzi della calzatura regionale.

 

Il commento
Non è molto sorpreso dai numeri Valentino Fenni, vicepresidente fermano di Assocalzaturifici: «Da tempo il settore marchigiano sta lanciando il suo grido di allarme. Un settore che andrebbe difeso con aiuti la cui tempestività diventa sempre più importante e decisiva a mano a mano che passa il tempo. Siamo in costante contatto con la Regione per individuare come poter impiegare al meglio i fondi che arriveranno al fine di rendere massima la loro efficacia». La grande speranza della calzatura fermana e marchigiana in genere si chiama Micam. È ormai tutto pronto, protocolli di sicurezza sanitaria compresi, per l’edizione numero 92 del salone internazionale della calzatura promosso da Assocalzaturifici, in programma dal 19 al 21 settembre, in presenza, a Fiera Milano-Rho. La prima novità di questa edizione è la durata della manifestazione: 3 giorni e non i tradizionali 4. I padiglioni occupati sono il numero 1 e 3 dove ci sarà l’area Premium, il 2 e 4 con l’area Contemporary, mentre il padiglione 6 darà spazio all’area Every Day. A credere nel Micam sono anche i 652 espositori presenti che esporranno le collezioni primavera – estate 2022. E a credere (e sperare nell’esito positivo dell’appuntamento fieristico) sono le circa 120 aziende marchigiane presenti.


I segnali
«Dal Supersalone in corso a Milano arrivano buoni segnali per cui speriamo che il Micam possano giungere clienti per un appuntamento in presenza che tutti desideriamo. Speriamo davvero che il salone possa diventare il momento di rilancio del nostro settore» commenta Fenni. Un concetto largamente condiviso. «Auspico che questa edizione di Micam segni la ripartenza per un comparto produttivo determinante per il made in Italy e l’economia del nostro Paese» ha detto a sua volta Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici e Micam Milano, nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione che si è svolta ieri a Milano. Badon ha poi snocciolato i dati del secondo trimestre della calzatura italiani. Numeri “confortanti” e che evidenziano una buona ripresa anche se il confronto col 2019 (non certo un anno eccezionale) evidenzia un arretramento: tutti gli indicatori sono sotto i livelli pre pandemia con divari superiori al 15% ad eccezione dell’export che ha raggiunto il -5% in valore e -11% in quantità nei primi 5 mesi. «Per un ritorno ai livelli pre-pandemici ci vorrà del tempo. Bisognerà anche recuperare quanto lasciato sul terreno occupazionale (e le Marche lo sanno bene ndr), ma sono fiducioso perché il rilancio e la ripresa del nostro Paese passano anche per il comparto calzaturiero» ha concluso Badon. Da segnalare come l’evento fisico verrà affiancato da quello digitale denominato Micam Milano Digital Show che si terrà dal 15 settembre al 15 novembre.

 

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