Fermo, il bracconiere che uccideva animali protetti finisce in trappola: denunciato ed espulso

Martedì 7 Luglio 2020 di Laura Meda
Fermo, il bracconiere che uccideva animali protetti finisce in trappola: denunciato ed espulso

FERMO - Fagiani, lepri, istrici e altri animali. Catturava e uccideva illegalmente, in un sito delle campagne fermane, diversi tipi di esemplari di fauna selvatica protetta. E’ stato individuato e fermato dagli agenti della polizia provinciale, in collaborazione con gli uomini del comando di Sant’Elpidio a Mare.

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Il bracconiere, colto in flagranza di reato, è un uomo di origine asiatica, da tempo immigrato in Italia ma privo di permesso di soggiorno. A lui si è arrivati grazie all’attenta opera di pattugliamento del territorio da parte degli agenti provinciali, che hanno individuato un’area rurale, destinata alla protezione e al ripopolamento della fauna selvatica, utilizzata invece dall’uomo per la cattura illecita di animali. Qui, infatti, erano state predisposte ben sedici trappole di diverso tipo. Dopo una lunga attività investigativa e diversi appostamenti in loco, gli agenti riuscivano a individuare e cogliere sul fatto il responsabile. 
 
Il fermo
L’uomo è stato fermato mentre si accingeva, dopo aver perlustrato l’area, a controllare le trappole per accertare la presenza di eventuali prede. All’operazione, conclusasi con il fermo del bracconiere, hanno preso parte, con una pattuglia di supporto, anche gli agenti di Sant’Elpidio a Mare, guidati dal comandante Stefano Tofoni. Da un primo riscontro documentale, effettuato sul posto, ai quattro operatori di polizia sorgevano subito dubbi circa la regolarità del permesso di soggiorno del bracconiere. Gli agenti procedevano dunque all’accompagnamento coatto in questura per le operazioni di fotosegnalazione e identificazione. Il bracconiere, dopo gli opportuni accertamenti, risultava essere sprovvisto di regolare permesso di soggiorno e dunque clandestino. Immediato il decreto di espulsione nei suoi confronti. A suo carico anche il deferimento all’autorità giudiziaria per il reato di bracconaggio in area protetta. 
L’allarme
«Un colpo importante messo a segno nel contrasto alla caccia illegale - fanno sapere dalla provincia di Fermo - una piaga dai numeri sconosciuti e in grande aumento e per di più di non facile identificazione, a causa delle disposizioni normative emanate per il controllo degli animali in soprannumero, che consentono ad alcuni cacciatori specializzati di operare in qualsiasi luogo e in qualunque ora del giorno, anche nelle stagioni di chiusura della caccia». Un colpo ancora più importante per la polizia provinciale fermana, costretta da tempo a lavorare con un numero ridotto di agenti: solo tre quelli destinati alle operazioni di vigilanza.

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