Sforbiciata alle tasse e aiuti alle imprese, il sindacato firma il bilancio del Comune: «Impegno per ripartire»

Sabato 9 Ottobre 2021 di Francesca Pasquali
Sforbiciata alle tasse e aiuti alle imprese, il sindacato firma il bilancio del Comune: «Impegno per ripartire»

FERMO - Struttura amministrativa, riassetto delle partecipate, politiche sociali, fiscali e tributarie, lavoro, sviluppo sostenibile, istruzione, cultura. Sono i capisaldi del bilancio preventivo 2021 del Comune di Fermo, promosso dalle associazioni sindacali. La firma dell’accordo c’è stata ieri mattina.

 

«Un segnale di grande collaborazione», per il sindaco Paolo Calcinaro, con «molte misure che cercano di favorire il più possibile la vita dei cittadini». In teoria. Perché, poi, in pratica capita che «da un giorno all’altro, il costo delle materie prime si impenni e che quei sei euro in più che le famiglie, magari, avrebbero usato per comprare in una piccola attività servano per fare il pieno» e allora «mi viene da chiedere per chi lo stiamo facendo», ragiona Calcinaro.


Il particolare
Tra le voci del primo bilancio di Alberto Scarfini da assessore, ultimo di Serafina Camastra da segretaria comunale, spicca quella sugli appalti. Il Comune ha deciso di «utilizzare al massimo gli strumenti consentiti dall’ordinamento per garantire la presenza tra gli aggiudicatari di imprese e lavoratori locali». Nella scelta tra ribassi e migliorie si opterà per le seconde, perché «per apportarle, la ditta deve studiarci e, se ci studia, dimostra una certa capacità e serietà». Per il sindaco, questa, «può essere una contromisura rispetto a quella lotteria che è oggi il Codice degli appalti». Dove, se scegli la ditta che offre il prezzo più basso, rischi di ritrovarti con un pugno di mosche. E se scegli quella che vuole migliorare il progetto, di entrare nel vortice dei ricorsi. «È un sistema che porta a incagliarti da una parte o dall’altra. Se non si pensa di affrontare la tematica organicamente, questo Paese si attorciglierà sempre su se stesso», dice ancora Calcinaro. Al capitolo politiche sociali, da capofila, il Comune gestirà i dieci milioni di risorse dell’Ambito sociale 19, con cui, tra l’altro, saranno assunti 14 assistenti sociali, da qui al 2023.


La strategia
Previsti anche più interventi di supporto domiciliare per gli anziani e più tirocini di inclusione sociale, circa duemila nel triennio. Sul fronte immigrazione, l’obiettivo è «rendere il quartiere di Lido Tre Archi luogo di sperimentazione di nuove prassi di inclusione sociale». 277.243 euro sono a bilancio per i minori allontanati dalle famiglie, 136mila per l’assistenza di anziani e fragili, 550mila per gli interventi sulla disabilità. Quanto alle tariffe, confermati gli sgravi per la Tari delle famiglie disagiate, di quelle con figli fuori sede all’Università e di quelle residenti vicino alla discarica di San Biagio. Per le politiche abitative, «sta andando a progettazione il social housing di via Graziani». 1.016.000 euro la cifra che il Comune stima di recuperare dall’evasione fiscale. Confermato, per redditi fino a 9mila euro, l’esonero dell’Irpef. «La contrattazione è lo strumento che mette in relazione la politica con le fasce di popolazione che rappresentiamo», il commento del segretario della Cgil, Alessandro De Grazia. Che plaude alle nuove regole degli appalti, che «mettono al centro la qualità del lavoro e dei lavoratori». «Sfruttare le risorse che ci saranno, mettere in campo un’azione di progettazione per il Pnrr e gli altri fondi europei per interventi importanti e creare i presupposti per il miglioramento della nostra azione sociale», gli obiettivi da raggiungere per il responsabile della Cisl, Alfonso Cifani. Mentre Alberto Tarquini della Uil rimarca l’importanza di «parlare di disuguaglianze e del pericolo di esclusione sociale che determinano nuove povertà».

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