Tre coltellate al torace: «Così è morto Marzio Marini». Ecco tutte le risposte arrivate dall'autopsia

Venerdì 23 Luglio 2021 di Francesca Pasquali
Tre coltellate al torace: «Così è morto Marzio Marini». Ecco tutte le risposte arrivate dall'autopsia

FERMO  - Un «coltellaccio». Tipo quelli da macellaio. Ne ha usato uno così, Paolo Finucci, per colpire Marzio Marini. Tre fendenti che non gli hanno lasciato scampo. È morto dissanguato il muratore di Piane di Montegiorgio. Sembra che, in ambulanza, il suo cuore si sia fermato. Quel che è certo è che, nella notte tra domenica e lunedì scorsi, al pronto soccorso di Fermo ci è arrivato morto. L’autopsia eseguita ieri sul cadavere ha dato le prime risposte.

 


Tre coltellate e non quattro come si era ipotizzato in un primo momento. Tutte sul davanti, nella zona del torace. Probabilmente, Finucci ha colto Marini alla sprovvista. Sul resto del corpo pare non ci siano tracce di altre ferite. La vittima, insomma, non avrebbe neppure provato a difendersi. La coltellata alla schiena di cui si vociferava nei giorni scorsi, che avrebbe potuto aggravare la posizione di Finucci, invece, non è stata sferrata. Cosa che, per il legale della famiglia della vittima, Gabriele Cofanelli, «non esclude la volontà omicidiaria». «Tre coltellate – spiega il legale – denotano anche una certa ferocia. Non sono qualcosa che capita».

Ieri, sono cominciati anche gli esami tossicologi sul cadavere e sui capelli e le urine di Finucci. L’ipotesi è che i due fossero su di giri. I consulenti – Rino Froldi e Alessia Romanelli, nominati d’ufficio, Vinicio Rosini per la famiglia della vittima e Antonio Tombolini per l’indagato – hanno chiesto novanta giorni per portare a termine gli accertamenti. I risultati non saranno, quindi, resi noti prima di autunno inoltrato. Il giorno del funerale di Marini non è ancora stato fissato. Sempre ieri è stato convalidato il fermo di Finucci, che resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario e porto d’armi e oggetti atti a offendere.


Bocche cucite sul fronte delle indagini, in mano alla sostituta procuratrice Francesca Perlini. I carabinieri della compagnia di Montegiorgio stanno recuperando le immagini delle telecamere di sicurezza, che possono aver immortalato il passaggio dei due uomini la sera dell’omicidio. Si lavora anche sui tabulati telefonici e sulle chat di Marini, Finucci e della donna che ci contendevano, motivo – sembra – dell’efferato delitto.

 

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