Da Bebe Vio ai campioni del Fermano: la scherma cresce e abbatte le barriere. Ecco le due iniziative in programma

Venerdì 10 Dicembre 2021 di Francesca Pasquali
La presentazione dell evento in programma a Fermo

FERMO  - Debutta a Fermo la scherma paralimpica e non vedenti. Questo fine settimana, la palestra di via Leti ospiterà la prima prova nazionale. Tanti i campioni attesi in città, compresi quelli che quest’estate hanno partecipato alle Paralimpiadi di Tokyo.

 
Si tratta della prima prova dell’anno e della seconda stagionale, dopo quella di Coppa del mondo di metà novembre, a Pisa. Dove il diciassettenne di Monte San Pietrangeli Michele Massa ha conquistato il bronzo nel fioretto. E che, domani e domenica, sarà in pedana con fioretto e spada. Ma non finisce qui. Perché dal 13 al 16 dicembre, la città sarà invasa da un centinaio di schermidori della nazionale paralimpica, a Fermo per il raduno collegiale. Tra loro, anche Bebe Vio, campionessa paralimpica di fioretto. Parla di «due step importantissimi» e di «un bellissimo gioco di squadra», l’assessore allo Sport, Alberto Scarfini.


«Sarà una settimana interessante, perché la scherma è uno sport che a Fermo ha una bellissima tradizione», spiega. Dell’organizzazione si occupa l’Accademia della Scherma. Gli atleti alloggeranno a Villa Nazareth e si alleneranno al centro Works di Porto San Giorgio. Si sposteranno con i mezzi della Steat che di recente ha acquistato un autobus da granturismo attrezzato per le carrozzine. «Un segnale di grande speranza», lo definisce il consigliere delle Federazione nazionale scherma, Alberto Ancarani.


«I protocolli sono molto severi, ma cerchiamo di far andare avanti il movimento a tutti i livelli», dice. «Una prova di questo genere mancava nella nostra regione», aggiunge il presidente del Comitato regionale, Stefano Angelelli. Ma la vera novità è la scherma per non vedenti. Al debutto in pedana l’elpidiense Simone Giacomelli, dopo un passato nel calcio a cinque.


«La scherma dà tantissime emozioni. Devo ancora capire bene cosa aspettarmi da questo sport a cui mi sono avvicinato con la voglia di fare qualcosa di diverso», dice. Massa, invece, ha cinque anni di scherma in carrozzina alle spalle. «Quando ho avuto la malattia – spiega –, ero convinto che non avrei più potuto far nulla. Ma grazie alla mia famiglia e al mio carattere aperto ho capito che non è così e che la disabilità non è una differenza».

 

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