Fermo, imprese ancora in difficoltà
Ma resta al palo il bando anticrisi

L'incontro sul caso con i vertici della Cna
L'incontro sul caso con i vertici della Cna
2 Minuti di Lettura
Martedì 2 Agosto 2016, 07:34

FERMO - Nella provincia di Fermo il primo semestre 2016 ha visto 259 nuove imprese artigiane iscritte e 344 cessazioni, con un saldo negativo di 85 unità, e un tasso di crescita negativo (-1,22%) leggermente più pronunciato di quello regionale (-1,21%); nel secondo trimestre si rileva un saldo attivo, grazie alla prevalenza delle nuove imprese (109) rispetto alle cessate (105) e un tasso di crescita moderatamente positivo (+0,06%).

Sono i numeri elaborati dal Centro Studi Cna Marche su dati Infocamere, ripresi nella conferenza stampa di ieri mattina cui hanno partecipato Paolo Silenzi, presidente provinciale della Cna Fermo, Alessandro Migliore, direttore provinciale, Massimo Capriotti, direttore provinciale di Fidimpresa Marche Fermo e Ascoli, Paola Fava, responsabile Area crediti speciali di Fidimpresa Marche per Fermo e Macerata. 

«Prosegue anche nella prima parte dell’anno – afferma Migliore - la crisi del calzaturiero dovuta alle difficoltà di esportazione in alcuni grandi Paesi esteri sottoposti a sanzioni. Quasi la metà delle imprese artigiane attive nella filiera calzaturiera della provincia, denuncia una diminuzione dell’attività rispetto allo stesso semestre dell’anno prima. Un po’ meglio le cose nell’artigianato dei servizi, dove circa un quarto delle imprese registra attività in crescita e in oltre la metà dei casi si registra una stabilità.

«In un contesto come questo, in cui oltre al sentiment attuale delle aziende, ci sono numeri che parlano chiaro, ci chiediamo per quale motivo il territorio fermano sia stato escluso dal bando per il sostegno alle aree di crisi». Aggiunge Capriotti: «Probabilmente la valutazione sullo stato di crisi è stata fatta su dati non aggiornati, perché oggi purtroppo il Fermano ha tutte le caratteristiche per poterne usufruire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA