Molti avventori dei locali ancora all’oscuro dell’introduzione delle nuove disposizioni: Super Green pass, più richiami che multe al debutto

Martedì 7 Dicembre 2021 di Francesca Pasquali
Molti avventori dei locali ancora all oscuro dell introduzione delle nuove disposizioni: Super Green pass, più richiami che multe al debutto

FERMO - Sarà stato che era lunedì. Sarà stato che il ponte lungo ha fatto gola a tanti. Sarà stato pure che, a ogni nuovo inizio, un occhio mezzo chiuso lo si lascia sempre. Fatto sta che, nel Fermano, il primo giorno del Super Green pass è scorso senza grossi intoppi. Più che altro senza eccessivi controlli. L’attenzione era puntata sul trasporto pubblico locale, che qui significa soprattutto scuole, dove la certificazione verde è stata introdotta per la prima volta. Sugli autobus di linea, da ieri, si sale solo col Green pass (vaccino, guarigione o tampone negativo). 

 


Ma, un po’ perché diverse scuole hanno optato per il ponte lungo dell’Immacolata, un po’ perché della stretta sulla certificazione si sapeva già da giorni, alla fine, di studenti arrivati impreparati all’appuntamento col Green pass non ce ne sono stati. «Solo uno, che non riusciva a trovarlo, ma che alla fine l’ha trovato. Per il resto, da quello che so, è andato tutto bene», dice il direttore d’esercizio della Steat, Mario Pollicelli. Ora, c’è da dire che sui bus, ieri, i controlli sono stati fatti con discrezione. E che, alle fermate dei pullman, le forze dell’ordine per le verifiche a campione si sono viste poche. C’erano, invece, gli steward della Steat, che però «non possono controllare i Green Pass». Venerdì, in Prefettura, ci sarà un summit con l’azienda del trasporto pubblico locale. Diversi i nodi ancora da sciogliere. Su tutti, va chiarito il da farsi se uno studente viene trovato sul bus senza certificazione, visto che i controllori non possono multarlo e che non può essere lasciato in mezzo alla strada. Trasporti a parte, ieri ha fatto il suo debutto il super Green pass (vaccino o guarigione). 


E la confusione non è mancata. «Ce l’ha il super Green pass?», chiedeva di mattina un barista a una cliente? «Sì, cioè no. Ho fatto il vaccino, ma solo la seconda dose», la risposta della donna. «Allora va bene. Adesso glielo controllo», la replica del barista. Che racconta di aver dovuto mandare via un cliente perché s’era seduto al tavolo col Green pass normale. «Ha detto che non lo sapeva. Magari è vero, perché le regole cambiano di continuo e stargli dietro non è facile», Il Super Green pass è necessario per sedersi al tavolo, bar o ristorante che sia, all’interno. Consumare al bancone, invece, resta accessibile a tutti, ma solo in zona bianca o gialla. Nell’app aggiornata per eseguire i controlli, adesso, c’è l’opzione “Green pass rinforzato”, per capire se il certificato è da vaccino, guarigione o tampone negativo.

La stretta natalizia fa paura agli operatori, quasi tutti finiti sulla graticola. Il timore è che la restrizione, invece di invogliare la gente che ancora non l’ha fatto a vaccinarsi, la indispettisca ancora di più, in una specie di circolo vizioso in cui a rimetterci sarebbero soprattutto loro. Bar e ristoranti, ma anche cinema, teatri e il mondo dello sport e ricreativo. Tutti con la paura di non vedere più clienti a fatica riconquistati. O, forse peggio, di doverli mandare via, a malincuore. Titolari e lavoratori di attività considerate non essenziali, ma che – come vanno ripetendo loro ormai da due anni – «a noi danno da vivere». 


Ancora più allarmati, adesso, a ridosso delle feste di fine anno, periodo di acquisti, sfizi da togliersi e tempo un po’ più libero. Ma anche consapevoli del bisogno di una stretta per evitare nuove chiusure. Perciò incrociano le dita, sperando che serva a qualcosa e che i no vax irriducibili, per Natale, si regalino il vaccino e, poi, passino a trovarli.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA