A14, l’ago pende per la terza corsia. La presidente Canigola propone un'assemblea dei sindaci

Martedì 26 Ottobre 2021 di Francesca Pasquali
Code lungo la A14

FERMO - Il Fermano abbraccia la terza corsia. Tra ampliamento e arretramento dell’autostrada A14, l’ago della bilancia sembra spostarsi verso la prima soluzione. Se i distinguo restano, il fronte favorevole alla realizzazione della terza corsia, adesso che la trattativa con il Ministero si è riaperta, s’allarga. Ma resta l’incognita Comuni. 

 

Metterli d’accordo non sarà facile. Ne sa qualcosa la presidente della Provincia, Moira Canigola, che pochi giorni fa ha riunito i consiglieri di maggioranza per discutere della questione. «Non c’è una posizione univoca», ammette. Perché, quando si parla di infrastrutture, il credo politico passa in secondo piano. Da quando se ne discute, il futuro dell’autostrada spacca come pochi temi. «Io sono a favore della terza corsia, che è imprescindibile. Non si può parlare di sviluppo economico e di turismo se devi stare ore in fila in autostrada. Ma è la mia posizione» dice la Canigola. 

E apre a un’assemblea dei sindaci per trattare il tema, fare una sintesi e tradurla in un documento da sottoporre a Regione, Ministero delle infrastrutture e Autostrade per l’Italia. «Ci rendiamo conto della difficoltà attuali. Non è pensabile che si possa continuare a vivere in questa maniera. Non è solo il turismo a bloccarsi, ma gli spostamenti ordinari», aggiunge la presidente della Provincia. Che definisce «estremamente complicata da realizzare e impattante», la proposta del presidente della Regione, Francesco Acquaroli, di arretrare solo l’asse nord-sud dell’A14. Pro terza corsia anche il consigliere regionale della Lega, Marco Marinangeli. «Oggi – spiega – è il percorso più realizzabile perché c’è già un progetto». Ma, non chiude la porta in faccia all’arretramento che «liberando una o due corsie dell’attuale tracciato, potrebbe far bene al territorio, a patto di capire da dove partirebbe». La disponibilità di Autostrade a valutare l’opzione di spostare verso l’interno il tragitto ridà linfa all’altro fronte. «In un caso o nell’altro, se siamo nella condizione di riparlarne con elementi concreti, è grazie all’incisività della Regione», dice il consigliere sangiorgese. Che assicura, nella scelta, il coinvolgimento dei Comuni, «che dovranno trovare una sintesi». «La Regione si augura condivisione massima. Poi, una decisione andrà presa», prosegue Marinangeli. Per un verso o per l’altro, insomma, l’importante è «trovare una convergenza il più veloce possibile». 

Ma la vera partita si gioca a Roma. Ai tavoli tra Ministero e la società Autostrade. «Il governo c’è e sta facendo un piano di infrastrutture poderoso, ma questa è una scelta strategica che deve prendere la Regione», spiega il senatore del Partito democratico, Francesco Verducci. Anche lui non ha dubbi: la terza corsia è la strada maestra e «non si può non fare». «L’arretramento avrebbe tempi enormi, mentre sono necessari interventi strutturali nei tempi più rapidi possibile», dice il parlamentare. Per il quale, il discorso va affrontato su due livelli: strutturali e di urgenza quotidiana. Per il primo, oltre all’autostrada A14, vanno trovate delle soluzioni pure per altre arterie cruciali dell’entroterra, in primis la Mezzina. Quanto al secondo, serve «un monitoraggio adeguato nei confronti di Autostrade». Quello che, secondo il parlamentare Democrat, finora è mancato. Al punto che «su quel tratto sono saltati tutti i tempi di adeguamento». «La situazione è insostenibile, ma a monte c’è un problema di sistema, che è destinato a riproporsi perché, così com’è, l’autostrada non è in grado di sopportare l’attuale carico», aggiunge il senatore dem. E chiede alla Regione che effettui «un monitoraggio continuo» dei cantieri.
 

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