Un’auto da 007 per nascondere la cocaina. Anche il Fermano coinvolto nel vasto giro di spaccio

Venerdì 18 Giugno 2021 di Pierpaolo Pierleoni
Un auto da 007 per nascondere la cocaina. Anche il Fermano coinvolto nel vasto giro di spaccio

FERMO  - C’è anche il lavoro della Questura di Fermo con la sua Squadra mobile, nella complessa operazione di polizia giudiziaria Trexit, condotta dalla Procura di Modena, che ha portato in carcere altre 5 persone con l’accusa di traffico di stupefacenti. Una di queste agiva e risiedeva nel Fermano.

 


Le prime indagini partono da Reggio Emilia nel 2017 ed iniziano a scoprire un rilevante mercato di droga, specializzato in cocaina e marijuana. Si arriva a gennaio 2021 con l’emissione, da parte dei tribunali di Bologna e Reggio Emilia, di 29 ordinanze di custodia cautelare in carcere, con le accuse di associazione per delinquere, anche transnazionale, finalizzata al narcotraffico. L’operazione Trexit ha portato ad arrestare 130 persone e a sequestrare 301 chili di hashish, 2,1 di eroina, 24,7 di cocaina, 31 di marijuana, 4 pistole illegittimamente detenute e 192.000 euro in contati, di cui una parte sequestrata proprio dalla squadra mobile della questura fermana.

Le attività di polizia giudiziaria, che hanno preso il via da un’indagine della Squadra mobile di Reggio Emilia, hanno permesso di ricostruire la consistenza e le dinamiche di tre organizzazioni criminali operanti sulla via Emilia a cavallo tra il Comune reggiano e la limitrofa provincia di Modena, ma anche oltre. In un successivo stralcio di indagine, che ha visto in campo la Questura di Fermo insieme a quelle di Reggio Emilia e Bologna, sono scattati in questi giorni altri 5 arresti. Persone su cui pendono gravi indizi per i rapporti stabili con ben tre associazioni a delinquere. La Squadra mobile fermana ha bloccato un albanese, già conosciuto dagli investigatori e residente sulla costa.


È accusato di aver venduto, almeno in un’occasione, una quantità non inferiore a un chilo di cocaina, utilizzando un’auto provvista di vano segreto, a cui si accedeva tramite interruttori elettrici non installati dalla casa costruttrice. Non hanno dubbi, i poliziotti fermani, che quel meccanismo sia stato installato appositamente per eludere i controlli ed occultare lo stupefacente. Gli scomparti segreti erano sigillati per riuscire ad ingannare anche il fiuto dei cani antidroga. Ora è in carcere.

 

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