Scintille sul nuovo direttore dell'Area vasta, cresce il pressing sulla sanità del Fermano: «Non dimenticateci»

Mercoledì 30 Giugno 2021 di Francesca Pasquali
Scintille sul nuovo direttore dell'Area vasta, cresce il pressing sulla sanità del Fermano: «Non dimenticateci»

FERMO - Era solo questione di tempo. Quello di mandare giù la notizia che a guidare la sanità fermana sarà un non fermano. Roberto Grinta, fanese, da una vita in servizio a Jesi. Le reazioni alla nomina della giunta regionale non si sono fatte attendere. Accende la miccia Fabrizio Cesetti che parla di un Fermano «ancora una volta “saccheggiato” dei suoi diritti e delle sue opportunità».

 

Aveva caldeggiato la nomina di un direttore «competente, autonomo, inclusivo e non divisivo e se fermano anche meglio», il consigliere regionale del Pd. Tipo il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Area vasta 4, Giuseppe Ciarrocchi, che era nella terna presentata alla Regione dalla direttrice generale dell’Asur, Nadia Storti, «sacrificato sul podio della spartizione politica e della stessa incapacità delle forze di maggioranza di operare una sintesi»


«Dopo la formazione della giunta regionale – l’affondo di Cesetti –, alla provincia di Fermo è stata sottratta una grande occasione per essere presente negli organismi che contano veramente e decidono». Duro “no” alla nomina di Grinta anche dal Comitato spontaneo per la salute del Fermano. Di recente costituzione e capeggiato da Bruno Nepi (ex caposala ed ex coordinatore del Tribunale dei diritti del malato dell’ospedale Murri), Giuseppe Diomedi (ex infermiere) e Tania Gallucci (ex insegnante dell’Istituto sociosanitario di Sant’Elpidio a Mare), era nato a supporto di Giambattista Catalini per la guida dell’Av 4. «Anche questa volta Fermo è stato fermato. Avremmo preferito un medico che avesse competenza e che conoscesse le dinamiche dei reparti e dei servizi dell’ospedale e del territorio. La politica fermana dov’era?», scrive in una nota il comitato. Difende, invece, la decisione dalla giunta Marco Marinangeli che definisce Grinta «una figura manageriale che può dare un contributo di miglioramento alla sanità fermana». Una scelta «sul merito», precisa il consigliere regionale della Lega, perché «serviva una persona preparata e capace di portare un contributo determinante».


A chi parla di scelta politica, risponde: «Se significa interesse della collettività, allora lo è stata, ma sicuramente non una scelta partitica». Dello stesso avviso Jessica Marcozzi che parla di «scelta presa all’unanimità dalla giunta, che se ne assume la responsabilità». Quanto a Grinta, per la consigliera regionale di Forza Italia è «una figura competente che farà un lavoro importante in una realtà particolare com’è Fermo. Sono fiduciosa che, sedendoci attorno a un tavolo, riusciremo a risollevare l’ospedale». Tra le lettere che gli augurano buon lavoro, il nuovo direttore ha trovato anche quella del sindaco Alessio Terrenzi. Che a Grinta ha chiesto di intervenire sulla Potes di Sant’Elpidio a Mare, che, «dal 1° luglio non avrà più il medico e il servizio sarà affidato al personale infermieristico».


Si dice preoccupato «delle grandi limitazioni sul fronte operativo, visto che il personale infermieristico non può somministrare farmaci al pari di quello medico, tranne che in attuazione di alcuni specifici e limitati protocolli», Terrenzi, che torna a chiedere la Potes h 24 (ora è h 12). Un provvedimento sbagliato, per il sindaco, «in un periodo come quello estivo in cui la presenza di turisti fa crescere l’utenza e, in caso di necessità, bisognerebbe attendere l’automedica da Fermo». «So – chiosa –, anche per vie non ufficiali, che ci sarebbero medici disponibili a coprire il servizio a Sant’Elpidio a Mare e ritengo opportuno valutare tale possibilità».

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