Didattica, che rivoluzione. Fra monitor interattivi e stampanti 3D, Falerone guida la trasformazione digitale

Giovedì 26 Maggio 2022 di Marina Vita
Didattica, che rivoluzione. Fra monitor interattivi e stampanti 3D, Falerone guida la trasformazione digitale

FALERONE - Quando si investe sugli studenti, mettendoli al centro delle politiche sociali e scommettendo sul futuro a loro necessariamente delegato, nascono progetti vincenti, come quello presentato dall’Isc di Falerone e Wega Impresa Sociale, che punta su una nuova didattica orientativa e digitale e rivoluziona anche vecchi metodi d’insegnamento.

 

E’ infatti l’Isc di Falerone guidato dalla dirigente Patrizia Tirabasso ad aver vinto il concorso regionale per la provincia di Fermo (è stato scelto un Isc per ogni provincia delle Marche) e che ora attuerà insieme a Wega il “Progetto pilota per la trasformazione digitale e la didattica orientativa nelle istituzioni scolastiche”.


«Un progetto che si inserisce pienamente nella nostra proposta formativa in continua innovazione, grazie anche alle 3 aule di cui ci siamo dotati tutte con monitor interattivi, stampanti 3 D e altre risorse digitali - commenta con soddisfazione la dirigente Tirabasso pronta a questa ulteriore sfida formativa -. Coinvolgerà circa 50 dei 140 docenti totali dell’Isc e circa 300 studenti delle scuole medie, ai quali pensiamo però di aggiungere anche quelli di 5° elementare, dando seguito al progetto di continuità che portiamo avanti da anni». Ringrazia la scuola che li ha scelti come partner, Domenico Baratto, presidente di Wega Impresa Sociale, e anche la Regione Marche che lo finanzia. «Durerà 18 mesi ed ha come destinatari prima i docenti, poi gli alunni e infine le famiglie, perché il cambiamento ha bisogno di una rete umana interconnessa sugli stessi obiettivi. Per quanto ci riguarda metteremo a disposizione i nostri migliori formatori a livello nazionale», dice.


E’ il professor Federico Tordelli, che ha seguito da vicino tutte le fasi del progetto a snocciolare obiettivi e numeri: «Ci saranno 13 moduli formativi, 24 ore destinate al personale Ata e 144 ai docenti, 432 ore di laboratorio per i ragazzi e 2 seminari, uno dedicato alla didattica orientativa e l’altro a quella digitale. Il macro obiettivo è quello di abbandonare il sistema educativo classico per passare a una didattica individualizzata, digitale e aperta all’innovazione basata sulla personalizzazione dei piani di studio curriculari. Gli studenti avranno 288 ore di tutoraggio con affiancamento in aula e altre 260 ore di consulenza, di cui 200 individuali e 60 in gruppo, tutto per acquisire strumenti e competenze per costruire da protagonisti il loro futuro inedito, specifico e inclusivo. Né sarà trascurato il loro sostegno psicologico, con sportelli di ascolto e interventi in classe di psicologi ed esperti dell’educazione».

«Siamo contenti di come si sta investendo nella scuola - ha commentato il consigliere regionale Andrea Putzu, che non è voluto mancare alla presentazione del progetto alla scuola media di Falerone -. Abbiamo stanziato più di un miliardo per i vari Pof, Pon e altro, perché, come ci ha insegnato la pandemia in cui abbiamo scoperto la Dad , il futuro passa da qui. Per questo progetto, che è una grande opportunità per l’Isc di Falerone, ringrazio anche il grande contributo della Wega che pone lo studente al centro».


E proprio questo è il concetto che ha voluto sottolineare, Pisana Liberati, presente nella doppia veste di vicesindaco di Falerone e assessore provinciale. «E’ importante la parte dell’innovazione tecnologica, ma il cuore pulsante è il porre lo studente al centro. Mi auguro che questo progetto venga replicato anche in altri Isc». «Per i ragazzi che già sono digitali sarà una attività piacevole, per i docenti una grande possibilità di formarsi a questo nuovo approccio», ha sottolineato l’assessore comunale all’istruzione Teresa Quintozzi. Infine l’apprezzamento convinto dei sindaci Marco Rotoni di Servigliano e Mauro Ferranti di Montappone: «Questo è il risultato di un grande impegno di squadra per mettere in sicurezza il futuro dei nostri giovani. La strada è quella giusta, ma ancora lunga, anche se ricca di stimoli».

 

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