La campagna vaccinale si ferma per due giorni, nell'Area vasta 4 altri tre di autonomia

Sabato 1 Maggio 2021 di Francesca Pasquali
Il centro vaccinale anti Covid di Fermo

FERMO - Cinque giorni di autonomia. Poi, se non arriveranno nuove scorte, il centro vaccinale di Fermo rischia di fermarsi. O, quantomeno, di allentare di parecchio i ritmi che adesso viaggiano sulle seicento somministrazioni al giorno, con picchi anche si settecentocinquanta, tra prime dosi e richiami. Cinque giorni, si diceva. Anzi tre. Perché, oggi e domani, la “don Dino Mancini” resterà chiusa.

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La chiusura
Ufficialmente perché, per i due giorni di festa, di prenotazioni non ce n’erano. Ufficiosamente perché le scorte sono risicate. «Ne abbiamo fino al 5 maggio. Nel frattempo, dovrebbero arrivare nuovi rifornimenti. La ripartizione, per Fermo, va dalle 1.200 alle 1.300 dosi al giorno», spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione, Giuseppe Ciarrocchi. Che, dopo le dimissioni di Licio Livini alla guida dell’Area vasta 4, è stato designato come coordinatore della campagna vaccinale. E sarebbe sempre il suo il nome in pole position per sostituire Livini. A domanda, lui fa il vago. «Non mi interessa. Vorrei continuare a occuparmi di vaccinazioni, possibilmente anche di quelle Covid», taglio corto. Vaccinazioni che, intanto, procedono. Ieri mattina, davanti alla scuola di viale Trento c’era la fila. La stessa che, di pomeriggio, quasi sparisce.

L’umore non è più quello dei primi giorni. La gente non s’arrabbia perché deve aspettare. Dentro, i medici fanno meno fatica a convincere gli scettici. Il meccanismo è ormai rodato, anche se, dati alla mano, per vaccinare tutti i fermani, ci vorranno ancora sui cinque mesi. Scorte permettendo. Gli appelli a vaccinarsi si moltiplicano. Paolo Calcinaro, l’ha definita, «l’unica via per uscire dal tunnel dei contagi». Per il ponte “giallo”, il sindaco di Fermo s’appella ai suoi concittadini. «Sappiamo che il “colore” futuro della nostra zona dipende soprattutto da noi, dai nostri comportamenti. Evitiamo ammucchiate, usiamo le mascherine, pur vivendo», ha scritto ieri sui social. «“Tanto sono vaccinato” lo possiamo dire solo se sono passati alcuni giorni dal richiamo. Quindi, non ci creiamo false aspettative che poi possono tradirci», ha aggiunto. 


Resta stabile, nel Fermano, il numero dei contagi. Ieri di nuovi casi registrati ce ne sono stati 23. 45 i ricoverati all’ospedale “Murri” (4 in Terapia intensiva, 4 in Area semintensiva, 35 in Malattie infettive, 2 in Pronto soccorso). Scendono le persone in quarantena, che ieri erano 1.151 (-47), di cui 148 sintomatiche (-10). Superano di poco i cinquecento i positivi nel Fermano, con numeri in calo in quasi tutti i Comuni. Porto Sant’Elpidio è quello con più contagi (103), seguito da Sant’Elpidio a Mare (88). In picchiata i casi nel capoluogo, dove ieri erano 69. Trentadue i positivi a Montegranaro, 29 ad Altidona, 28 a Porto San Giorgio, 24 a Monte Urano. Tra i piccoli Comuni, preoccupa la situazione di Montappone, che registra 21 casi su 1.638 abitanti. Dieci i Comuni senza contagi: Monsampietro Morico, Monte Giberto, Monte Rinaldo, Monte Vidon Corrado, Montefalcone Appennino, Montelparo, Monterubbiano, Moresco, Ponzano di Fermo e Smerillo.

 

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