I ristoratori scalpitano: «Basta con le attese, pronti ad altre proteste». Ancora pressing sulle riaperture

Domenica 11 Aprile 2021 di Sonia Amaolo
La protesta dei ristoratori potrebbe presto essere ripetuta

FERMO - Bolle qualcosa in pentola (è il caso di dirlo) nel mondo della ristorazione fermana. Dopo la protesta sulla Statale Adriatica a Porto Sant’Elpidio dello scorso 2 aprile, c’è un certo risveglio della categoria anche a Fermo e Porto San Giorgio, su input dei ristoratori elpidiensi che avevano manifestato in centro.

 

Anzi, da più parti è stato riconosciuto l’impegno da parte di Porto Sant’Elpidio per cercare di far sentire la propria voce. Potrebbe essere stata solo la prima di altre manifestazioni che seguiranno, magari avvisando le autorità per non rischiare un’altra indagine della Procura come quella di cui abbiamo riferito nei giorni scorsi. Le associazioni di categoria fanno rete. Casartigiani, Cna e Confartigianato hanno sottoscritto un documento unitario con tutte le richieste e sono in attesa di risposte dal Governo centrale.

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L’ex assessore
La referente comunale di Confartigianato a Porto Sant’Elpidio, l’ex assessore Milena Sebastiani, dice: «Il confronto è sempre vivo, cerchiamo di riorganizzare qualcosa prossimamente, stiamo pianificando nuove azioni». Lo dice a conclusione di una riunione che si è tenuta nei giorni scorsi. Il comparto è intenzionato ad andare a fondo della questione, obiettivo: riaprire, tornare a lavorare e fare fatturato.


I trasporti
«Siamo molto delusi, tutta Italia manifesta, non solo noi – dice Fiorenzo Talamonti – è impossibile spiegare il senso di certe restrizioni, se funzionano i trasporti, perché la gente deve andare a lavorare, dobbiamo lavorare anche noi, anche noi dobbiamo funzionare». Porto San Giorgio sembra, almeno finora, meno battagliera come cittadina rispetto a Porto Sant’Elpidio ma Alessandro Quinzi, del direttivo della Cna sangiorgese, dice la sua: «Dopo che abbiamo sostenuto tutti i costi che ci sono stati imposti per rispettare i protocolli, le cose sono due: o ci fanno riaprire o ci ripagano delle perdite senza sbarramenti al 30%, diversamente questa condizione non è più sostenibile». Maria Laura Bracalente, responsabile dell’Agroalimentare in Cna interprovinciale, parla del documento sottoscritto dalle tre associazioni.


L’appello
«Bisogna agire a livello nazionale - spiega - stiamo aspettando la risposta alle nostre richieste, dobbiamo stringere i denti ancora qualche giorno, difficilmente si potrà riaprire in occasione della festa del Primo Maggio. Non vorrei dare illusioni, deve entrare a pieno regime la campagna vaccinale, questo è l’ultimo sforzo che si chiede alla categoria». Casartigiani, Cna e Confartigianato chiedono al Governo: la riapertura delle attività di ristorazione, l’inserimento dei ristoratori fra le categorie prioritarie nel piano vaccini, l’estensione dell’orario di lavoro, l’immediata programmazione e ripartenza delle cerimonie e degli eventi che, essendo attività organizzate, garantiscono lo svolgimento in sicurezza.


L’Italia
D’altra parte in questi ultimi giorni si sono moltiplicate le iniziative dei ristoratori in tutta Italia e i dati che appaiono sempre più incoraggianti, con un aumento delle regioni in zona arancione e numeri, in alcuni casi, da zona gialla, spingono i proprietari dei locali a fare in fretta. Aspettare il mese prossimo, o chissà quanto altro ancora, potrebbe rappresentare un ulteriore danno alla categoria. Per questo si guarda con attenzione, ad esempio, all’ultima domenica del mese, che coincide anche con il 25 Aprile. Ma per ora non resta che aspettare.

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