Gli affari sull’ottovolante a causa del Covid, ristoranti e alberghi fanno gola alla malavita

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Francesca Pasquali
Un ristorante vuoto

FERMO - Ristoranti chiusi, alberghi vuoti, viaggi al palo. Annaspano con l’acqua alla gola commercio e turismo. Tra i settori più colpiti dalla pandemia da Coronavirus e più a rischio infiltrazioni criminali. Almeno secondo una ricerca dello Studia Iuris di Fermo, che ha preso spunto da un’analoga indagine condotta dalla milanese Cerved Group per fotografare la situazione delle aziende marchigiana.

 

 

Ne è emerso un quadro preoccupante che parla di 199 imprese della ristorazione (26%), 59 alberghi (31%) e 41 tra agenzie di viaggio e tour operator (39%) esposti a infiltrazioni mafiose. «Purtroppo – spiega Igor Giostra –, anche il nostro territorio si è dimostrato permeabile a organizzazioni criminali in grado di esportare il sistema dell’infiltrazione mafiosa in attività che, a causa di difficoltà economiche, cadono facile preda di chi ha in mano la doppia leva del denaro e della minaccia».


Il simbolo
«Associazione a delinquere, estorsioni, usura e riciclaggio – prosegue l’avvocato di Studia Iuris – diventano così reati simbolo di una criminalità di stampo mafioso che punta a inquinare un sistema e un tessuto economico tutto sommato ancora sani». La crisi creata dalla pandemia rende molte imprese terreno fertile per infiltrazioni criminali. Tra i settori più a rischio, si diceva, la ristorazione che già prima del Covid era tra quelli a maggior pericolo riciclaggio. Il Coronavirus ha colpito duramente anche alberghi e agenzie di viaggio, «settori che risultano fortemente esposti a infiltrazioni a causa di vulnerabilità finanziaria, deficit di liquidità e appetibilità patrimoniale». «Stiamo monitorando la situazione di tutta la regione – spiega il direttore di Confcommercio Marche Centrali, Massimiliano Polacco –, ma grossi problemi, per ora, non si sono verificati. La preoccupazione maggiore riguarda il riavvio, da giugno in poi, quando terminerà la moratoria dei mutui e le aziende dovranno cominciare a risarcire i crediti ottenuti». Il rischio è che, non riuscendo ad estinguere i debiti, con poca liquidità a disposizione e la stagione da far ripartire, le attività bussino alle porte sbagliate.

 


Le forze dell’ordine
«Ne stiamo discutendo con le forze dell’ordine, in ambito regionale e con gli istituti di credito. Ragioniamo sul mettere in atto una task force per valutare i casi in cui le aziende non riescono a coprire le situazioni debitorie», fa sapere Polacco. Discorso a parte per agenzie di viaggio e tour operator, fermi e senza grosse prospettive di ripresa. «Non hanno commesse – prosegue il direttore di Confcommercio Marche Centrali – e sono in difficoltà perfino ad accedere al credito. Da un anno non fanno affari e continueranno a non farli, perché il mercato straniero prima di un altro anno non lo rivedremo. Siamo veramente preoccupati. Come Camera di commercio stiamo ragionando per trovare aiuti dedicati». Massima attenzione, quindi, per scongiurare il dilagare di un fenomeno potenzialmente esplosivo. «I possibili e più efficaci rimedi sono di natura preventiva», spiega l’avvocato Giostra ed elenca: non cedere alle lusinghe del “socio generoso” che vuole entrare in società o di chi presta i soldi con troppa facilità, informare sempre preventivamente i consulenti delle operazioni che si intendono fare e con chi, diffidare dei prestanome e pretendere di conoscere con chi si tratta veramente.


La legge
Sul piano penale, «è importante avere fiducia nelle forze dell’ordine appena si comprende che “l’aiuto esterno” si sta trasformando in estorsione o ricatto». Colloqui registrati, intercettazioni ambientali, appostamenti, controlli e interventi tempestivi possono essere determinanti. «Fondamentale – chiosa Giostra – è confidarsi, non avere vergogna o timore e costruire una rete di protezione nella quale il legale può svolgere un importante ruolo di consiglio e regia. Perché il lavoro sia efficace deve impegnare tutte le forze sane del tessuto sociale. Far emergere il fenomeno è la premessa necessaria per combatterlo. Quindi, il monitoraggio e la vigilanza sono fondamentali».

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