Medici precettati al pronto soccorso del Murri. Il primario Ciucani: «È un’emergenza, scelta obbligata»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Francesca Pasquali
Il pronto soccorso dell'ospedale Murri a Fermo

FERMO - Al pronto soccorso del Murri, il primo medico del 118 ha preso servizio ieri mattina. Nei prossimi giorni, si alternerà con altri quattro colleghi, finché l’emergenza non rientrerà. Difficile dire quanto ci vorrà. Quel che è certo è che la situazione, nel punto di primo intervento dell’ospedale di Fermo, è critica.

Ripartizione giorno per giorno casi totali per regione

 

 

 

Già sotto organico, con sei medici rispetto ai diciannove previsti, il pronto soccorso deve fare i conti anche con tre specialisti contagiati. Da qui, l’urgenza di trovare sostituti.

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Il tentativo
L’Area vasta 4 ci ha provato con le buone. Ha chiesto ai medici delle quattro Potes del Fermano (Amandola, Montegiorgio e Fermo-Porto San Giorgio, tutte h24, e Sant’Elpidio a Mare h12) di presentarsi di loro iniziativa. Niente da fare. Nessuno, a parte due medici convenzionati che hanno detto “sì”, avrebbe dato la disponibilità. Si è passati allora alle maniere “forti”. Che significa ordini di servizio per i medici dipendenti dell’Asur (quelli convenzionati non possono essere chiamati). Che sono stati precettati per alternarsi al pronto soccorso, ma che, alla notizia, pare, non abbiano fatto i salti di gioia. «Com’era nell’ordine naturale delle cose – spiega il primario facente funzione del pronto soccorso, Antonio Ciucani –, in una situazione emergenziale come questa, siamo dovuti ricorrere a ordini di servizio nei confronti di altri professionisti della emergenza-urgenza. Questo comporterà che, per qualche giorno, la postazione di Sant’Elpidio a Mare, che è quella il cui territorio è più facilmente raggiungibile dalla postazione di Fermo-Porto San Giorgio, sarà solo infermieristica, mantenendo l’opzione medica, qualora ce ne fosse bisogno».

La strategia
Significa che, se nel raggio d’azione della Potes elpidiense ci dovesse essere un’emergenza, in aiuto dell’infermiere arriverà un medico del 118 di Fermo-Porto San Giorgio. I cinque medici si alterneranno al pronto soccorso, uno per volta. Gli altri quattro copriranno le altre tre Potes. Mentre è in corso la sanificazione dei locali, il pronto soccorso, che nella prima ondata era rimasto “pulito”, resta in affanno, anche se con meno pazienti Covid rispetto a qualche giorno fa. Ma di farlo passare per l’“untore” del Murri, Ciucani non ne vuole sapere. «Aborrisco l’idea che possa avere infettato l’ospedale. È il tentativo vigliacco di trovare un capro espiatorio», taglia corto.

La critica
Le polemiche sui focolai non accennano a spegnersi. A gettare benzina sul fuoco è il Cimo, il sindacato dei medici ospedalieri, che ha diffidato l’Av 4, accusandola di «assegnare dirigenti medici privi della necessaria specializzazione ad operare, in turni di servizio o di guardia divisionale o interdivisionale o in regime di pronta disponibilità, in reparti dedicati o, comunque, ove sono ricoverati pazienti Covid 19, con comunicazioni». In pratica già da tempo l’Av 4 sposterebbe i primari tra i reparti Covid e no-Covid, bypassando le procedure. Reparti no-Covid «sguarniti di dirigenti medici specialisti e professionalmente competenti», pazienti Covid affidati «alle cure di dirigenti medici non professionalmente adeguati e privi del titolo specialistico pertinente», primari esposti a «rischi personali di particolare gravità sotto il profilo della sicurezza loro e di tutti coloro con i quali interagiscono», i rischi a cui, secondo il Cimo, il Murri sarebbe esposto.

I lutti
Intanto, il Covid continua a non dare scampo. Negli ultimi giorni, l’ospedale ha contatto 4 vittime: una 80enne di Monte San Martino, nel Maceratese, una 89enne di Porto Sant’Elpidio, una 75enne e una 82enne di Porto San Giorgio. Donne anche le due anziane decedute all’ospedale di San Benedetto: una 98enne di Santa Vittoria e una 92enne di Petritoli. Cinque donne vittime del Fermano. Ieri i nuovi positivi sono stati 17. Le persone in quarantena erano 1.738 (-38), di cui 218 sintomatiche (+1). Gli operatori sanitari in quarantena 62 (-2). Sempre ieri, è cominciata la somministrazione della seconda dose di vaccino. A riceverla i 15 operatori sanitari che, per primi, avevano ricevuto la prima dose il 27 dicembre. Finora, sono stati più di 1.400 i sanitari e dipendenti dell’Av 4 che si sono vaccinati, poco meno dell’80%.

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