La richiesta del direttore dell’Av 4 al presidente Acquaroli: «Snellire le pratiche per poter assumere medici e infermieri»

Domenica 24 Gennaio 2021 di Francesca Pasquali
Un reparto di terapia intensiva

FERMO - Il Murri va a caccia di medici e infermieri. I focolai scoppiati in ospedale ormai due settimane fa ne hanno messi fuori gioco un’ottantina. Pian piano, i primi stanno tornando al lavoro, ma la situazione è sempre critica. Perché i focolai propagati nei reparti hanno fatto impennare il numero dei ricoverati.

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Ieri, secondo il Gores, erano 77, di cui sei in terapia intensiva. Servono rinforzi e servono subito. Li ha chiesti, ieri pomeriggio, il direttore dell’Area vasta 4 al presidente della Regione Francesco Acquaroli.

L’appello
All’incontro in via Zeppilli, c’erano il sindaco Paolo Calcinaro, i primari del Murri: Domenico Gabrielli, direttore della cardiologia, Stefano Dallari, primario di otorinolaringoiatria, Luisanna Cola, primario di terapia intensiva ed anestesia, Giampiero Macarri, primario di gastroenterologia, Antonio Ciucani, primario facente funzioni del pronto soccorso. Tutti hanno avuto parole di stima ed elogio per quanto hanno fatto e stanno facendo insieme a tutto ilpersonale dell’ospedale. Presenti anche la presidente della Commissione regionale sanità Elena Leonardi e i consiglieri regionali Jessica Marcozzi, Marco Marinangeli e Andrea Putzu. «Serve snellire le procedure per l’arruolamento di risorse umane. Abbiamo – ha spiegato Licio Livini – una burocrazia ancora troppo macchinosa. Con provvedimenti straordinari potremmo avere più forze fresche e superare alcune incompatibilità che limitano le attività dei medici che effettuano il corso di formazione in Medicina generale». Sul tavolo, anche la richiesta di un documento regionale aggiornato per gestire i pazienti Covid, il potenziamento dei rapporti con le università per aumentare il numero di specializzandi da arruolare, lo snellimento delle procedure per l’inserimento del personale e la riorganizzazione della guardia medica e delle Potes per recuperare altri sanitari.

Richieste che Acquaroli ha chiesto di mettere per nero su bianco. «Ci rendiamo conto – la risposta del presidente – che l’incremento di personale sia una necessità. Con l’assessore Saltamartini abbiamo tentato tutte le strade possibili. Se avete suggerimenti che possano aiutarci a raggiungere questo obiettivo, siamo pronti ad accoglierli. L’unico paletto che pongo è la legittimità degli atti, che debbono essere inattaccabili». Difficile pensare che possa uscire un coniglio dal cilindro. Di questi tempi, il personale sanitario lo cercano tutti col lumicino, non solo il Murri. Certi specialisti, poi, sono introvabili. Quei pochi che ci sono, chi li ha, se li tiene ben stretti. «Chiediamo – l’appello di Livini – di poter lavorare con le risorse umane giuste e necessarie per poter operare al meglio e che le istituzioni siano unite, perché stiamo assistendo a troppe accuse e troppi veleni che rischiano di minare la fiducia dei cittadini».

Lo screening
Partirà alle otto di stamattina, al Fermo Forum e al campo sportivo di Pian di Contro di Amandola, lo screening per le superiori. Al tampone rapido gratuito potranno sottoporsi studenti, presidi, insegnanti e personale scolastico. Al centro fiere di Molini si andrà avanti fino alle 20. Per la zona montana, lo screening terminerà alle 14. Diminuiscono, intanto, i contagi nella nostra provincia, dove ieri sono stati registrati undici nuovi casi. Le persone in quarantena sono 1.694, di cui 305 sintomatiche e 96 operatori sanitari. Il Fermano conta un’altra vittima del Covid. Venerdì, all’ospedale di San Benedetto, è morta una donna di 86 anni di Montegranaro. SOno 77, si diceva, i pazienti positivi al Murri. 44 quelli nella Rsa di Campofilone, 17 all’Inrca di Fermo

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