Covid, è allarme. Chiusi alle visite-parenti ospedale e case di riposo per contenere il contagio

Giovedì 15 Ottobre 2020 di Francesca Pasquali

FERMO - Chiusi, da ieri, alle visite tutti i «luoghi di cura» dell’Area Vasta 4. L’aumento dei contagi da Covid-19 (ieri se ne sono registrati altri 21) ha convinto la direzione sanitaria a serrare le porte del Murri e delle altre strutture di degenza.

 

«L’obiettivo – spiegano dall’AV4 – è il massimo contenimento della diffusione del virus Sars-2 Covid 19 e la salvaguardia della salute dei pazienti». I parenti non potranno, quindi, più fare visita ai malati. Che al Murri, ieri mattina, erano trenta, come martedì. Tra ieri e l’altro ieri, infatti, nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale cittadino sono state ricoverate due persone e altrettante sono state dimesse. Atri due sono state trasferite nel pomeriggio. «Stiamo ricevendo prevalentemente pazienti residenti in altre aree vaste. Qualora il reparto dovesse arrivare a saturazione e si rendesse necessario accogliere altri malati, saranno interessate le altre due strutture ospedaliere dell’Asur per il ricovero in reparti non intensivi, quindi Ancona e Pesaro». A parlare è Giorgio Amadio, primario di Malattie infettive al Murri. Nel reparto, i letti ancora inoccupati sono solo due. Se il trend dei ricoveri dovesse mantenersi quello degli ultimi giorni, presto i posti potrebbero non bastare più. A quel punto, entrerebbero in gioco le strutture del nord della regione. Ancora in ospedale il sindaco Paolo Calcinaro. L’altro ieri, aggiornando i cittadini sulle sue condizioni di salute, aveva fatto sapere di essere curato con cortisone e Remdesivir. Fa chiarezza Amadio. «Per tutti i pazienti che necessitano di supporto respiratorio – spiega – viene somministrato del cortisone. A seconda della valutazione clinica, i degenti possono essere inoltre sottoposti a terapia con l’antivirale Remdesivir, che sta dimostrando una buona efficacia, oppure con plasma iperimmune».


L’appello
Da qui, l’appello «a tutti i guariti da Covid 19 a contribuire alla cura dei malati attraverso la donazione del plasma, contattando il Centro trasfusionale di Fermo». Ieri, come anticipato sopra, nella nostra provincia si sono registrati 21 nuovi contagi. I positivi, nel Fermano, salgono a 99, tra sintomatici e no. Nella Rsa di Campofilone, dove vengono trasferiti i pazienti post-critici, sono ricoverate 17 malati. In quarantena, ieri, c’erano 932 persone, 85 più di martedì, di cui 86 sintomatiche (+19). Gli operatori sanitari in isolamento domiciliare vigilato restano undici. Aumentano ancora le classi in quarantena, che adesso sono una quindicina. Le ultime a essere state poste in isolamento precauzionale, in attesa del tampone, sono la seconda elementare di Grottazzolina e una terza media di Montappone. In quarantena anche altre due classi della primaria di Montegranaro. 


La protesta degli studenti
Da registrare lo sciopero pacifico, ieri mattina, per il 2 C del classico. Gli studenti, distanziati e con le mascherine, sono scesi in strada per protestare contro le condizioni in cui si trovano a scuola. Intanto nei prossimi giorni i sindaci dei Comuni più grandi incontreranno il prefetto per definire la strategia dei controlli. Sotto la lente c’è la penuria di organico. Pochi vigili che, da soli, non bastano. «Il tema è molto dolente per tutti. Nonostante numeri così limitati, da parte di ognuno di noi lo sforzo è massimo», spiega il prefetto Vincenza Filippi che, a margine dell’incontro con i sindaci del Fermano per la firma del patto sulla sicurezza urbana, ha fatto il punto. «In questi mesi – le sue parole – siamo stati in costante contatto con i sindaci, per operare congiuntamente tra forze di polizia nazionali e locali, attenzionando il rispetto delle misure di contenimento. Abbiamo chiuso locali, ci siamo presi delle responsabilità. Continueremo a farlo».
Francesca Pasquali© RIPRODUZIONE RISERVATA

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