Turista umbra contagiata dal Covid alla maxi festa: ma l'e-mail di allarme arriva ad un vecchio indirizzo

Martedì 4 Agosto 2020 di Sonia Amaolo
Porto Sant'Elpidio, turista umbra contagiata dal Covid alla maxi festa: ma l'e-mail di allarme arriva ad un vecchio indirizzo

PORTO SANT’ELPIDIO - La giovane mamma di Spoleto avrebbe contratto il Coronavirus a Porto Sant’Elpidio dopo una serata in un locale elpidiense, il Ti-Oro. Risulta che all’evento cui aveva partecipato la turista umbra di cui abbiamo riferito ieri ci fossero almeno 300 persone.

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Sono queste le ultime novità in merito alla vicenda. Nessun allarmismo, ma la necessità di procedere con cautela. In questi giorni si riaffaccia l’emergenza sanitaria con implicazioni possibili sull’economia e sul turismo, oltre che sulla salute. Questo, mentre l’azienda sanitaria fermana, almeno fino a ieri mattina, era all’oscuro di tutto a causa di un indirizzo di posta elettronica sbagliato. Solo dopo un paio di telefonate con le quali la direzione sanitaria spoletina si è confrontata con quella fermana si è risolto il caso.
 
Fino alle 13 di ieri anche il sindaco di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci non ne sapeva nulla. Il primo a non sapere era il direttore responsabile di Area vasta 4 Licio Livini e, con lui, il direttore del dipartimento di prevenzione Giuseppe Ciarrocchi. Il perché è presto spiegato: dal servizio prevenzione di Spoleto era stata inviata una email a un vecchio indirizzo del direttore Livini, che non usava più da anni, indirizzo inesistente, tanto che «il caso non ci risulta» diceva ancora ieri mattina Livini, «la email l’abbiamo inviata, verifichiamo subito» faceva invece eco il dottor Marco Facincani del servizio di Spoleto, finché si è risolto l’arcano poco dopo l’ora di pranzo. La turista umbra che era stata in vacanza a Porto Sant’Elpidio, rientrata dalle ferie si era sentita male e si era sottoposta a tampone, risultando positiva al Covid. I sanitari del distretto spoletino avevano avviato una prima indagine epidemiologica, ricostruendo gli ultimi giorni al mare della donna, prima del rientro a casa. Lei è ora in isolamento e i primi 15 tamponi sono stati eseguiti nei confronti dei suoi familiari e delle persone con cui ha avuto strette relazioni, ma il problema adesso si sposta nel Fermano e il direttore del servizio prevenzione Ciarrocchi ne è consapevole. Ha parlato con l’azienda sanitaria Umbria 2, ha chiarito tutto, scoprendo che la turista sarebbe rimasta contagiata dopo essere stata in un locale. «Le manifestazioni non si possono fare – sbotta Ciarrocchi –: il problema è chi le autorizza, le responsabilità sono anche individuali, risulta che la signora avesse partecipato a una serata dove c’erano almeno 300 persone, ma queste manifestazioni sono vietate. Se vai in discoteca, dove ci sono mille persone, ti esponi al rischio, ma tanti purtroppo ancora non lo capiscono».

Ultimo aggiornamento: 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA