Fermo, i bagnini allo start della stagione più strana: «Quante scommesse»

I bagnini allo start della stagione più strana: «Quante scommesse»
I bagnini allo start della stagione più strana: «Quante scommesse»
di Pierpaolo Pierleoni
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Venerdì 29 Maggio 2020, 07:05

FERMO - La data è cerchiata sul calendario ormai da oltre un mese e finalmente è arrivata. Si riparte. Dopo l’apertura delle spiagge dal 4 maggio, solo per attività motoria, da oggi può partire a tutti gli effetti la stagione balneare, tra regole, limitazioni, speranza e preoccupazione. Un giorno tanto atteso da quei concessionari che durante i mesi di emergenza hanno temuto di non poter riaprire per quest’anno. Poi, per fortuna, l’andamento della pandemia ha conosciuto un sensibile miglioramento che fa sperare in una stagione certo non normale, ma quanto meno possibile.

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Molte attività, quelle che effettuano ristorazione e sono aperte 12 mesi l’anno, sono già ripartite da qualche settimana, per i balneari puri il giorno x è quello di oggi. Le spiagge sono pronte a riaccogliere visitatori e turisti, con mille incognite sull’estate che sarà. La maggior parte ripartirà già oggi, al primo giorno utile. Diversi, invece, si sono presi qualche giorno in più prima di riaprire, per sistemare tutti gli ultimi dettagli. Anche perché, come non bastassero i mille problemi di questi mesi, anche le previsioni meteo, per oggi, non promettono nulla di buono.
 
L’attesa
I sentimenti prevalenti? Fiducia e preoccupazione, come nota il responsabile Sib, sindacato balneari, Romano Montagnoli, nonché titolare dello chalet Windusrf a Porto San Giorgio. «Personalmente riaprirò la prossima settimana e non domani (oggi, ndr) – fa sapere – ma è questione di giorni, ci siamo. L’obiettivo? Per quest’estate… salvare la pelle. Affrontiamo questa strana estate con entusiasmo, ma anche qualche timore, perché le incognite sono molte. I segnali, però, sono abbastanza confortanti. Abbiamo avuto diverse prenotazioni stagionali per ombrelloni e lettini, molte conferme, ma anche parecchi nuovi. E’ un aspetto positivo, ci fa sperare che, con tutte le difficoltà, la stagione la porteremo a casa. Molti non riusciranno a partire quest’estate, andare all’estero sarà estremamente difficile e magari sarà più frequente scegliere una meta vicina e godersi il mare della zona». Per tutti sono servite limitazioni rispetto al normale posizionamento degli ombrelloni, ma secondo Montagnoli, è l’aspetto minore.
Le misure
«I 10,50 metri quadrati tra un ombrellone e l’altro sono una misura che personalmente rispettavo già – nota il segretario Sib – qui si gioca anche la tranquillità di chi ci sceglie. Non è solo questione delle misure previste dalle normative, chi viene al mare non deve andare con la paura e garantire spazi adeguati per godersi un po’ di relax sarà importante per le scelte dei clienti. Quindi direi che quella di assicurare a tutti un distanziamento sufficiente non è solo rispetto delle regole, spesso è anche una decisione spontanea per offrire un servizio di qualità ai bagnanti. Una riduzione rispetto ai numeri che potevamo garantire solitamente di certo c’è, ma non è così drastica come si poteva temere all’inizio». La preoccupazione maggiore, secondo Montagnoli, riguarda invece le possibili sanzioni. «Tutti ci stiamo attrezzando per rispettare e far rispettare le regole – commenta il concessionario sangiorgese – ci auguriamo che da parte di tutti ci sia buon senso, anche perché le sanzioni sono molto severe. Se una multa, o un obbligo di chiusura temporanea, per un’attività operativa tutto l’anno possono essere assorbite più facilmente, per uno stabilimento che concentra tutto in appena 90 giorni possono essere difficili da gestire».
La scelta
E se le concessioni private si sono attrezzate per garantire distanze e controlli, i dubbi maggiori riguardano le spiagge libere. Il sindaco di Campofilone Gabriele Cannella, ad esempio, appena qualche giorno fa evidenziava la difficoltà di gestire un litorale che conta quasi l’80% di spiagge libere, con un personale insufficiente a garantire controlli adeguati. Le regole sugli spazi da rispettare tra gli utenti rimangono le stesse, ma starà ai sindaci, e anche alle disponibilità di personale e di copertura dei costi, garantire che il litorale sia fruibile, ma in sicurezza.

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