Risse, baby gang e vandalismi: la movida post lockdown è da bollino rosso

Martedì 30 Giugno 2020 di Sonia Amaolo
Risse, baby gang e vandalismi: la movida post lockdown è da bollino rosso

PORTO SAN GIORGIO - Risse, vandalismi e bivacchi in spiaggia accendono i riflettori su Porto San Giorgio. La ripartenza dopo il lockdown è da bollino rosso nei fine settimana estivi.

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E’ il lungomare centro a far registrare episodi di violenza, in un crescendo che ha avuto il suo apice domenica alle 3 di notte, con la rissa tra una trentina di ragazzi. Nei precedenti weekend c’erano stati i bidoni dell’immondizia e la cabina per fototessere andati a fuoco, ombrelloni e lettini danneggiati, testimonianze del baccanale il giorno dopo. Le baby gang fanno alzare il campanello d’allarme e ci si domanda come mai tutto a Porto San Giorgio.
 
Forse perché la sabbia morbida invita e perché la maggior parte degli chalet in centro chiudono a una certa ora la sera, si spengono le luci e il fronte mare diventa fuori controllo, terra di conquista, dove andare a sfogare gli istinti che non si sono potuti sbollire nei locali. Così i ragazzi, che devono stare attenti a bere in discoteca, escono e bevono il vino che hanno comprato altrove, al supermercato magari. E dove possono farlo osano tutto. 
La segnalazione
Ieri mattina c’è stata l’ultima segnalazione di balneari arrivati per primi ad attrezzare la spiaggia, parlano di un gruppo di giovani sorpreso a bivaccare «con bottiglioni di vino da cinque litri». Aldilà del nettare degli dei, il problema delle gang va risolto, per non consegnare il lungomare centro a giovani che agiscono in branco, mentre i residenti assistono inermi. Evidentemente non basta l’ordinanza del sindaco che vieta l’accesso in spiaggia di notte. Secondo il rappresentante del sindacato balneari in Confcommercio Romano Montagnoli serve una task force: «come hanno fatto a Lido Tre Archi devono fare a Porto San Giorgio – dice il vicepresidente provinciale del Sib – altrimenti la situazione rischia di degenerare. Quando si fanno i comitati dell’ordine pubblico nel mirino ci sono sempre i locali ma bisogna guardare a tutto, perché questo è il problema che emerge e va affrontato in prefettura, nei tavoli cui partecipano sindaci e forze dell’ordine. Certamente dove c’è un locale aperto, una luce accesa, c’è più sicurezza, bisogna prenderne atto e agire di conseguenza, non è facendo chiudere i locali alle 21 che si risolve il problema» conclude il sindacalista. Emanuele Morese, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, domanda: «perché solo a Porto San Giorgio? – e prosegue - serve un patto con i giovani, ci andrei cauto a lanciare la croce addosso ai ragazzi, dipingendoli come scapestrati».
La consulta
Morese va oltre gli episodi registratisi nei fine settimana, per dire che bisognerebbe ragionare su quanto il Comune ha da offrire ai ragazzi, il politico parla della consulta giovanile scomparsa dai radar e pone la questione della movida da affidare a professionisti del settore e da supportare con l’intervento pubblico. Una frecciatina al sindaco Nicola Loira non la risparmia: «questa amministrazione sempre amica del comitato antirumore, intransigente su tutto, dovrà porsi il problema dei giovani» avverte, come a dire che un comune rivierasco, turistico come Porto San Giorgio, forse ha pensato troppo a non fare rumore e poco ai ragazzi che vogliono vivere l’estate come la loro età impone.

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