Fermo, ancora morti di Coronavirus all'ospedale Murri: scatta la caccia ad altri posti letto

Sabato 28 Marzo 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, ancora morti di Coronavirus all'ospedale Murri: scatta la caccia ad altri posti letto

FERMO - Cresce, nel Fermano, il numero dei positivi al Coronavirus. Il Gores ieri parlava di 233 contagiati (29 in più di giovedì), ma i dati sono parziali. Nella nostra provincia il grosso dei positivi è concentrato nei centri più grandi. Fermo è il Comune che conta il numero maggiore di contagiati. Giovedì erano 63, tra quelli in quarantena a casa e i ricoverati. A Porto Sant’Elpidio una trentina, a Sant’Elpidio a Mare 18, a Porto San Giorgio undici, a Montegranaro otto. Numeri destinati ad aumentare. Buona parte sono asintomatici, ma c’è anche chi deve essere ricoverato. Al Murri ce ne sono 72, a fronte di 95 posti letto: 14 di Rianimazione (9 in Terapia intensiva e 5 all’ex Utic), 16 subintensivi (12 all’ex Obi e 4 all’ex Cardiologia), 19 di Malattie infettive, 24 dell’Area medica A e 22 dell’Area medica B.

LEGGI ANCHE:
Pesaro, telefona dopo i sintomi: «Non venga all'ospedale, qui prenderà il Coronavirus»

Coronavirus, le Marche come Milano: maxi Rianimazione dentro una Fiera


Se i malati continueranno ad aumentare, se ne potranno ricavare un’altra cinquantina. Il Murri si sta trasformando sempre più in ospedale Covid, pur restando di fatto un presidio misto. Se per il direttore dell’Area vasta 4 la diffusione del virus nel reparto di Medicina è stata «una casuale avversità», si infiamma il dibattito sul futuro prossimo del nosocomio.
 
Paladino della battaglia che vorrebbe in prima linea anche gli ospedali periferici, il sindaco di Sant’Elpidio a Mare, per il quale alcuni presidi dismessi avrebbero «capacità strutturali e impiantistiche per accogliere le terapie intensive». Idea bocciata dalla primaria di Rianimazione del Murri, contraria a dividere i positivi al virus. «Senza attrezzature adeguate – spiega Luisanna Cola – non è fattibile. Sono pazienti a cui va fatta la tac ogni sei giorni. E c’è anche il discorso del personale». Per la primaria, la soluzione migliore sarebbe stata quella di un unico ospedale da 500 posti, come a Milano, con tutto il personale a lavorare insieme. «È questa la medicina delle catastrofi: grandi strutture dove ogni medico può controllare più pazienti», precisa Cola. Ma nel pieno dell’emergenza, il Murri è messo meglio di altri ospedali. Ha quindici ventilatori che, tra oggi e domani, diventeranno venti. E altri ne arriveranno entro metà aprile.
La settimana
Tra una settimana, una trentina tra medici e operatori sanitari in quarantena torneranno al lavoro, mentre continuano i tamponi al personale. Si fanno nella tenda della Protezione civile, davanti all’ingresso dell’ex pronto soccorso. I primi 120 erano tutti negativi. Lunedì partirà il “diagnostic drive through”, il servizio per fare i tamponi in auto a chi è in isolamento domiciliare. A ieri le persone in quarantena a casa erano 645 (43 in più di giovedì), di cui 88 operatori sanitari (3 in meno di giovedì). Il Fermano conta altri due morti per il Coronavirus. Giovedì sera è deceduta una donna di Rapagnano, ieri un uomo di Torre San Patrizio.
I decessi
Il Covid-19 finora ha fatto 26 morti. Fermo è la città più colpita, con otto decessi (una 97enne, due 90enni, due 89enni, un 84enne, un 82enne e un 78enne). Cinque le vittime a Porto Sant’Elpidio (un 89enne, una 82enne e tre 70enni). Due i decessi a Sant’Elpidio a Mare (un 87enne e un 83enne), Monte San Pietrangeli (una 81enne e una 77enne) e Montappone (un 72enne e un 71enne). Un 78enne di Falerone, una 88enne di Servigliano, una 77enne di Petritoli, una 90enne di Montegiberto, una 80enne di Porto San Giorgio, un 71enne di Montegiorgio e un 86enne di Montegranaro le altre vittime nella nostra provincia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA