Fermo, ieri 7 morti di Coronavirus: all'ospedale Murri esplode l'emergenza personale

Giovedì 26 Marzo 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, ieri 7 morti di Coronavirus: all'ospedale Murri esplode l'emergenza personale

FERMO - Ora al Murri è emergenza personale. Se la riorganizzazione dei reparti ha tamponato la carenza di posti letto, a mancare adesso sono medici e infermieri. Cresce, infatti, il numero dei sanitari positivi al Coronavirus. Ormai sono una cinquantina. La maggior parte è a casa in isolamento. Qualcuno è ricoverato in ospedale. Un infermiere, che era stato trasportato a San Benedetto, è stato trasferito a Torrette per l’aggravarsi delle sue condizioni. I tamponi fatti al personale portano allo scoperto uno scenario critico. E sostituire i sanitari ammalati non è semplice. Facilitare le assunzioni non basta. Gli operatori hanno paura. Quando è il momento di firmare il contratto, tanti si tirano indietro. Qualche medico in pensione è stato richiamato ma quelli tornati si contano sulle dita di una mano e avanza pure qualche dito. 

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Le nuove leve non sono pronte. «Siamo in guerra», il leitmotiv del momento. Ma non per questo i giovani vanno mandati al macello. Vanno invece formati, ma non c’è tempo. Come non c’è tempo per aspettare i nuovi laureati. Servono medici di Medicina generale, infettivologi, anestesisti e infermieri. Così, il Murri chiede aiuto fuori regione e si accorpano i reparti. Dopo Chirurgia e Utic, adesso tocca Ginecologia e Pediatria. 
 
Diciotto infermieri saranno recuperati e destinati all’emergenza. Secondo il direttore dell’Area Vasta 4, Licio Livini, l’organico è contato, ma al momento sufficiente. Non lo sarà più se il picco dei contagi si abbatterà sul Fermano.
La critica
«Ormai il Murri è per due terzi un ospedale Covid. Si sta svuotando non per trovare nuovi spazi, ma perché mancano medici, infermieri e oss», dice critico il segretario della Cisl, Giuseppe Donati. Per il sindacalista, a scoraggiare i sanitari sarebbe anche il contratto. «Ci sono strutture private che assumono a tempo indeterminato e ci soffiano personale. Noi, senza selezione, non possiamo farlo. Perché non troviamo sistemi di selezione veloci, in deroga a quelli normali?», si chiede Donati. Intanto ieri per il Fermano è stato il giorno più pesante sul fronte delle vittime. Il Covid-19 ne ha fatte altre sette: una 81enne di Monte San Pietrangeli ricoverata al Murri, un 83enne di Sant’Elpidio a Mare che si trovava a Villa Pini, a Civitanova, un 90enne, una 97enne, un 84enne e due donne di 89 anni, tutti e cinque di Fermo ricoverati all’Inrca. Ora dopo ora, cresce anche il numero dei contagiati. Quelli ricoverati al Murri sono settanta. Il Gores parla di 160 positivi nella nostra provincia. Numeri destinati ad aumentare. Come quelli delle persone in isolamento domiciliare vigilato. Ieri erano 582, di cui 93 operatori sanitari.
Il Serd
Il Coronavirus ha cambiato le abitudini anche dei pazienti del Serd, il Servizio per le dipendenze. Dall’inizio dell’emergenza, gli accessi nei locali di Porto Sant’Elpidio sono stati ridotti. I colloqui psicologici si fanno attraverso il computer e il metadone viene consegnato per periodi più lunghi rispetto a prima, per limitare le uscite. «Per ora non registriamo problemi. La consegna viene fatta sulla base della valutazione clinica di affidabilità del paziente a ben gestire la sostanza», spiega il direttore, Giorgio Pannelli. Secondo il medico, lo stare in casa di questi giorni potrebbe avere come effetto una diminuzione del consumo di droga.

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