Dodici giorni per avere la risposta al tampone Coronavirus: chiede i danni all'Asur

Giovedì 11 Giugno 2020
Montappone, dodici giorni per avere la risposta al tampone Coronavirus: chiede i danni all'Asur

MONTAPPONE - È arrivata soltanto martedì sera, esattamente dopo 12 giorni, la risposta ufficiale al cittadino di Montappone che si era sottoposto al tampone l 27 maggio scorso. L’esito è negativo, quindi tutto bene, ma in questo lungo periodo è dovuto rimanere in casa, perdendo la tranquillità, la libertà e pure gli incassi del proprio lavoro. Motivo per cui ha fatto scrivere all’Area vasta dal suo avvocato chiedendo il rimborso per danni morali ed economici.

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La email con la risposta ufficiale è pervenuta l’altra sera al suo medico di base, e il ritardo è stato giustificato dai vertici sanitari come un errore di digitazione dell’indirizzo. Cioè era stata inviata a un indirizzo errato.
 
«Avevo avuto - racconta il protagonista - un paio di giorni di febbre e il mio medico il 25 maggio scorso aveva richiesto all’Asur di sottopormi a tampone Covid-19. Cosa avvenuta mercoledì 27, cioè 2 giorni dopo. Dal lunedì successivo, considerando che di solito in un paio di giorni l’esito arriva, ma a me non arrivava, ho preso l’elenco telefonico e ho digitato tutti i numeri dell’Area vasta per poter parlare con qualcuno. Ma non mi rispondeva nessuno. Alla fine sono riuscito a parlare con una signora molto gentile che, in via ufficiosa, mi ha detto che l’esito del tampone era negativo».
La reazione
Ma l’uomo aveva bisogno della risposta scritta per poter uscire di casa. «Ho atteso ancora un paio di giorni, poi ho riprovato a telefonare, ma tutte le linee sembravano staccate. Unica risposta quella dell’Ufficio del lavoro che, però, non era quello pertinente alla mia domanda. Intanto pressavo il mio medico per accelerare l’esito e lui, ipotizzando che la risposta si fosse persa, mi diceva che forse avrei dovuto ripetere il tampone. Ci sarebbe mancato pure quello! Comunque martedì la sospirata email è arrivata a lui che mi ha subito avvertito. Ora mi sono tranquillizzato, ma non credo esistano giustificazioni per questo ritardo. Quindi ho incaricato subito il mio avvocato di scrivere alla struttura sanitaria per procedere legalmente».
Il Cup
L’artigiano di Montappone è ulteriormente arrabbiato con la sanità pubblica, oltre che per il suo caso personale, anche per quello che sta succedendo a sua moglie. Prenotata un’ecografia di controllo dallo scorso anno, gli era stato annullato l’appuntamento in fase di emergenza Covid. «Da 5 giorni sta telefonando al Cup per riprenotare questo esame urgente, ma le risponde sempre una voce registrata. In sostanza, per avere l’ecografia deve rimettersi in fila, il che potrebbe significare un attesa di un ulteriore anno».

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