I nomi dei malati di Coronavirus e degli isolati comunicati ai sindaci: «La privacy non ferma il contagio»

Venerdì 20 Marzo 2020
I nomi dei malati di Coronavirus e degli isolati comunicati ai sindaci: «La privacy non ferma il contagio»

FERMO - Dietrofront della Protezione civile. Le Regioni potranno continuare a informare i Comuni sui casi di Coronavirus. Lo stop inferto dal commissario straordinario per l’emergenza, Angelo Borrelli, aveva scatenato l’ira dei sindaci. Quarantott’ore più tardi è arrivato il contrordine. I Comuni torneranno a ricevere notizie ufficiali. O meglio cominceranno. Perché, ai sindaci del Fermano, dalla Prefettura, era arrivato un solo aggiornamento qualche giorno fa, poi silenzio. Il sistema poteva funzionare. A sera, i sindaci ricevevano un messaggio criptato e sul telefono il codice per decriptarlo. Dentro, nomi e numeri. I positivi e quelli in isolamento a casa, di tutti i Comuni della provincia. Ma Borrelli ha intimato l’alt per ragioni di privacy. E il meccanismo appena partito si è bloccato. Poi ci ha ripensato, riconoscendo che «l’inoltro dei dati ai Comuni è necessario per garantire la doverosa assistenza alla popolazione bisognevole» e il sistema è stato riattivato. Solo che non si capisce se a fornire i dati sarà la Regione o la Prefettura e ogni quanto. 

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Un problema non da poco perché, per i sindaci, tenere sotto controllo la situazione è fondamentale. Soprattutto per quelli dei Comuni più piccoli, dove il rapporto tra amministratori e cittadini è strettissimo. «Il Coronavirus – dice il primo cittadino di Falerone, Armando Altini – non si ferma davanti alla privacy. Dobbiamo assolutamente conoscere i nomi dei positivi e di quelli che devono stare in quarantena e ricostruire la mappa dei loro contatti. Lo chiedo da un mese, ma nessuno mi ha mai ascoltato». 

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