Fermo, sei neonati in poche ore: all'ospedale Murri trionfa la vita nell'epoca del Coronavirus

Mercoledì 8 Aprile 2020 di Francesca Pasquali
Sei neonati in poche ore: all'ospedale Murri trionfa la vita nell'epoca del Coronavirus

FERMO - Rosa, Amazing, Adam, Samuele, Beatrice, Giad. Ieri mattina nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Murri sono spuntati sei nuovi fiocchi, tre rosa e tre azzurri. Nel pieno dell’emergenza Coronavirus la vita continua a sorprendere. E dopo una notte parecchio movimentata e un surplus di lavoro per il personale, sei neomamme hanno potuto stringere tra le braccia i propri piccoli. Tutti del Fermano e tutti venuti al mondo con parto naturale.

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La prima a nascere è stata Rosa, a mezzanotte e quaranta, poi è toccato ad Amazing alle 2,21 e poco dopo al primo maschietto, Adam, alle 3,14. Sei minuti più tardi è venuto alla luce Samuele. Beatrice è nata alle 5,32. Era già giorno quando è nato Giad, alle 8,45. L’ultimo parto prima dei sei dell’altra notte c’era stato lunedì pomeriggio. «In questo periodo triste finalmente una bella notizia. Si continua a nascere nonostante tutto. La vita va avanti», dice il primario Alberto Maria Scartozzi.
 
Nei primi tre mesi di quest’anno al Murri sono nati 210 bambini, venti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. «In un periodo di calo della natalità, è un segnale di ripresa di fiducia verso questa struttura. Il nostro reparto funziona bene grazie alle misure adottate sia dalla direzione medica che dalla direzione generale. Abbiamo cercato di mettere quanto più possibile in sicurezza le persone, sia i pazienti che il personale. È una battaglia che si combatte giorno per giorno. Per adesso possiamo dire che stiamo andando bene. Speriamo di continuare così», fa sapere il primario.
La prevenzione
A spiegare nei dettagli com’è stato riorganizzato il reparto è la caposala Lucia Ercoli. «A Ostetricia e Pediatria – dice – abbiamo creato un percorso interno sicuro, arginando l’entrata nel virus tramite azioni preventive, riducendo le attività procrastinabili e quelle con minore urgenza e, di fatto, blindando il reparto». Dove le future mamme entrano solo se il tampone ha dato esito negativo, mentre i famigliari restano fuori. In questo periodo, un momento unico e speciale com’è quello della nascita di un figlio devono per forza viverlo lontano dai propri cari. In soccorso arriva, però, la tecnologia. Foto e videochiamate per far conoscere ai neopapà i nuovi arrivati.
L’armonia
«Cerchiamo di dare armonia e assistenza a queste donne che vengono a partorire senza il compagno, di creare un quadro psicologico favorevole e di essere loro il più possibile vicini nonostante l’assenza dei famigliari più stretti», spiega Scartozzi. Ma non per tutte partorire da sole è un male. «Alcune donne che hanno partorito per la seconda volta – racconta il primario – ci dicono che è stato meglio stavolta, perché il rapporto di assistenza è di uno a uno, c’è maggiore vicinanza con l’operatore. Apprezzano anche il fatto di non ricevere visite e di poter stare in camera da sole con il bambino quando sono stanche. Si crea un rapporto tra mamma e bambino di maggiore intimità e tranquillità». Per ricomporre il prima possibile le nuove famiglie, quando non ci sono complicazioni, le degenze vengono accorciate. Dimissioni precoci, si chiamano: il giorno dopo il parto se è stato naturale, dopo due giorni con il cesareo. Per rispondere a dubbi e incertezze di futuri e neogenitori, il reparto ha attivato una linea telefonica diretta, in funzione tutte le mattine dalle 9 alle 13.

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