Fermo, il Coronavirus ha fatto fatto saltare 4mila prestazioni sanitarie, furia sindacati: «Promesse disattese»

Martedì 7 Luglio 2020 di Irene Natali
Fermo, il Coronavirus ha fatto fatto saltare 4mila prestazioni sanitarie, furia sindacati: «Promesse disattese»

FERMO - Sanità, nulla cambia dopo il Covid. Anzi, la situazione peggiora. A rimarcarlo è Giuseppe Donati della Cisl Fp, sempre attento ai problemi del settore nel Fermano. «Lo scorso aprile - ricorda - il nostro sindacato aveva conteggiato le prestazioni non effettuate e rinviate a causa del Covid. Il numero era pesantissimo allora, figuriamoci oggi. Parliamo di 4mila interventi. Il rischio che si corre è che l’onere e il peso di rispondere agli enormi disagi venga scaricato sugli operatori di prima linea».

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Secondo Donati «la direzione di Area vasta aveva concordato con i sindacati misure di sicurezza e riorganizzative a tutela dei lavoratori e dei pazienti, a oggi rimaste quasi tutte sulla carta.
 
Controlli con termoscanner, ricollocazione della Cassa Cup per evitare l’entrata in ospedale, totem informatici digitali per autocertificazioni per monitorare i visitatori del Murri, barriere di plexiglass in tutti gli uffici in cui entra utenza, campagne informative massicce, Tante aspettative alle quali ha fatto seguito una cocente delusione. Si sta discutendo, ad esempio, una cosa di per sé banale, come posizionare le barriere di plexiglass negli uffici del personale di via Zeppilli. Un altro esempio negativo riguarda il Cup Cassa di Fermo. Dov’è stato riaperto dopo le promesse di portarlo fuori dall’ospedale? Il direttore le ha riaperto proprio dove aveva detto che non avrebbe fatto: all’interno del Murri. Gli utenti fanno file enormi anche sotto il sole cocente per entrare lì dove sarebbe opportuno non entrassero, cioè in ospedale. Non parliamo poi dello sportello di Anagrafe Sanitaria all’ex Inam di via Gigliucci. Il vigilante si ritrova ogni mattina dalle 30 alle 40 persone asserragliate negli spazi ridotti della sala d’attesa del poliambulatorio. Inoltre l’Area vasta 4 era sottodimensionata in posti letto prima del Covid, ora la situazione è drammatica. L’area medica è ridotta e i ricoveri di anziani cronici con pluripatologie vengono imposti dal pronto soccorso e dalla direzione sanitaria ad ogni reparto che ha la fortuna (o sfortuna) di avere un posto letto libero».
La Regione
Il sindacato ricorda anche che l’esecutivo regionale uscente, in piena campagna elettorale, sventola ai quattro venti, l’assegnazione di numerosi posti letto all’Av 4, di cui molti di Rianimazione. Ma il personale medico, infermieristico e gli operatori sanitari che serve per attivarli, dove sta? Chi lo assume? Mancano tanti professionisti, alcuni scelgono proprio di non accettare le proposte lavorative in Av 4. Pensiamo, ad esempio, ai cardiologi che essendo Fermo l’unica provincia delle Marche sprovvista di Emodinamica, preferiscono altre Aree vaste. Tanto che nel 2021, a causa di ulteriori pensionamenti, è a rischio pure la sopravvivenza dell’Unità Coronarica».

Ultimo aggiornamento: 10:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA