Multe e verbali non fermano la protesta del ristoratore: «Non siamo untori Covid, io tengo aperto»

Mercoledì 20 Gennaio 2021 di Paolo Gaudenzi
Multe e verbali non fermano la protesta del ristoratore: «Non siamo untori Covid, io tengo aperto»

MONTEGRANARO - Una scelta controcorrente quella che ha portato la proprietà del ristorante Villa Bianca ad aprire in serale, cioè dopo le 18, oltre l’orario consentito dalle norme vigenti.

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L’iniziativa, che ha conquistato la ribalta mediatica, a partire dalla cena di venerdì scorso con la replica nel giorno seguente. Un’azione di disobbedienza alle norme sul Covid che è costata l’arrivo delle forze dell’ordine e di cui abbiamo riferito in questi giorni.

 

«Abbiamo aperto per non chiudere più - commenta ora il titolare della struttura, Marco Biagiola -: la nostra categoria, abbandonata a se stessa, ha sostenuto troppi sacrifici per poter sopravvivere e non poteva più rimanere passiva, accettando restrizioni che, seppur legittime dal punto di vista procedurale, da quello pratico sono prive di senso. Per la pandemia è finita accusa la movida, ma anche al netto di essa il virus, a quanto pare, non ha conosciuto freni. E allora? Noi ristoratori ovviamente avremmo agito con le dovute accortezze, ma siamo stati quasi assimilati a degli untori. La realtà, però, è che ci troviamo sul lastrico».

La scelta

Biagiola ricorda che per «le cene del weekend naturalmente avevamo pensato a ogni opportuna misura di sicurezza: clienti contingentati (di poco superiori alle 20 unità, ndr), rilevamento della temperatura, sanificazione dei tavoli e adeguati spazi di distanziamento: disponendo di un ampio salone per matrimoni è facile intuire la separazione che abbiamo potuto garantire tra i tavoli. Su questo aspetto non riusciamo a comprendere come Villa Bianca, che vanta oltre 800 metri quadrati di area per banchetti e cerimonie, debba restare chiusa la sera. Possiamo garantire misure di distanziamento che sono oltre il doppio di quanto previsto dai vari Dpcm, ben oltre i supermercati che, a differenza nostra, restano aperti. Avevamo pensato a tutto, anche a emettere gli scontrini al tavolo entro le 21.30 in modo da lasciare tempo ai clienti di rientrare nelle abitazioni entro le 22». La protesta, dunque, non si ferma. «Spero - riprende - che serva a far cambiare le valutazioni dei governanti e quindi le restrizioni nei nostri confronti, considerando anche che i ristori finanziari dello Stato sono stati distribuiti in maniera insufficiente. Villa Bianca era un’azienda solida, abbiamo dovuto indebitarci per sopravvivere».

L’impegno

A chiudere la ricognizione sui motivi che hanno spinto il management della struttura ad agire in tal senso arriva anche il commento della responsabile marketing, Eleonora Crocetti. «Abbiamo messo in campo - ribadisce - un’azione pacifica, assolutamente nel rispetto della salute di tutti, staff e clientela. Nulla di sovversivo, anzi, direi piuttosto incentrato sul nobile intento, nel caso in questione della ristorazione, di potercela fare imprenditorialmente contando soltanto su forze autonome. Mi sento quindi di ringraziare i tanti, tantissimi sostenitori alla causa che sui nostri social ci hanno manifestato solidarietà e vicinanza».

 

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