Fermo, grido di dolore di parrucchieri ed estetiste: «Tanti abusivi, è concorrenza sleale»

Fermo, grido di dolore di parrucchieri ed estetiste: «Tanti abusivi, è concorrenza sleale»
Fermo, grido di dolore di parrucchieri ed estetiste: «Tanti abusivi, è concorrenza sleale»
di Paolo Gaudenzi
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Sabato 9 Maggio 2020, 06:35

MONTEGRANARO - Oltre al danno, la beffa. Il grido di protesta parte dai tanti saloni di parrucchieria e di estetista veregrensi per raggiungere i colleghi abusivi e, non da meno, le istituzioni preposte ai controlli commerciali affinché vigilino per stroncare il fenomeno.

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Più di trenta gli operatori del settore bellezza che, da tempo riuniti e raccordati anche negli ormai tradizionali gruppi WhatsApp, hanno fatto quadrato contro vere e proprie carriere parallele sommerse, caratterizzate da parrucchiere disponibili al taglio a domicilio nonché centri estetici ricavati all’interno di private mura domestiche. Le rappresentanti della categoria, attive nel territorio comunale, nell’esternare disappunto non fanno sconti.
 
«È davvero ingiusto, oltre che moralmente oltraggioso – l’entrata a gamba tesa delle operatrici del settore, risolute nelle argomentazioni ma comprensibilmente legittimate dalle circostanze -. Come se non fosse già abbastanza di suo il blocco lavorativo a causa del Covid 19, eccoci anche fare i conti con la professione abusiva di molti nostri presunti concorrenti i quali, rispetto all’ordinaria amministrazione, considerato il fermo forzato, hanno approfittato persino aumentando l’operatività, lavorando ben oltre i soliti servizi e naturalmente sotto costo». 
La questione

Parrucchiere ed estetiste proseguono illustrando il tema da vicino. «Si tratta di vera e propria concorrenza sleale, ora amplificata in una sorta di sciacallaggio speculativo visto che, gioco forza il virus, siamo state tutte costrette alla chiusura – il j’accuse condiviso in un unico coro solidale - risultando impossibilitate a soddisfare la canonica platea di clientela, sappiamo da fonte certa che, lontano dai nostri centri professionali, in diverse e ripetute circostanze l’abusivismo l’ha fatta da padrone». Le professioniste proseguono argomentando con i costi di gestione, voci riconducibili ai bilanci d’attività. «Ci risulta infatti che presso private abitazioni sono stati e vengono tutt’ora effettuati servizi simili ai nostri a prezzi stracciati, in barba alle tante spese che, quotidianamente, siamo costrette a fronteggiare e dunque a recuperare sui tariffari - proseguono -. Locazioni per affitti o mutui per riscattare i locali le passività principali, contributi previdenziali da onorare, stipendi lordi da corrispondere ai dipendenti, tasse ed imposte di competenza da versare all’erario senza tralasciare naturalmente le utenze e le fatture dei dottori commercialisti contabili – l’elenco delle voci di costo -. Quanti di questi oneri gli abusivi hanno nel loro figurato resoconto di esercizio? Nessuno ovviamente, ed ecco dunque delinearsi, in periodi in cui il consumatore è quanto mai attento a spendere, prezzi sul mercato nero per pieghe e tagli di capelli, o per manicure e cerette, tanto allettanti per la clientela quanto dannosi per l’intera categoria». 
La sicurezza
La chiusura non dimentica l’aspetto sanitario che è ovviamente molto d’attualità. «Ci rivolgiamo ora al pubblico potenziale – l’interrogativo -. Vale la pena risparmiare qualche euro mettendo però di contro a rischio la propria salute? Presso di noi gli standard sanitari anti Coronavirus saranno una certezza, altrove è un aspetto tutto da verificare».

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