Fermo, gli assistenti civici non convincono: «No agli spioni anti Covid, volontari a rischio»

Giovedì 28 Maggio 2020
Fermo, gli assistenti civici non convincono: «No agli spioni anti Covid, volontari a rischio»

FERMO - Gli assistenti civici ribattezzati spioni anti-Covid non piacciono al Fermano. I controllori degli aperitivi sollevano non poche perplessità. Arruolare volontari per far controllare il rispetto delle norme sulle riaperture non convince.

LEGGI ANCHE:
Dopo i "contagi zero" non si riaccende l'allarme Coronavirus: un solo positivo nelle Marche/ I test effettuati in tutta Italia in tempo reale

Corri in edicola, con il Corriere Adriatico un inserto speciale sul futuro che ci aspetta e in omaggio una mascherina

Dopo aver finito di dirigere il traffico nelle ore in cui migliaia di ragazzi si riversano nei luoghi più in voga tra i giovani, gli assistenti al brindisi dovrebbero far rispettare il distanziamento ma sarebbero dilettanti allo sbaraglio, con il rischio di prendersi un vaffa o qualche legnata. 
I volontari di Protezione civile in pettorina e metro in mano nei centri della movida appaiono quantomeno bizzarri. I controllori dovrebbero pure lavorare gratis. Contrari all’idea gli stessi che dovrebbero spiare.
 
Filippo Berdini, presidente del Radio Club Costa Adriatica e presidente onorario del gruppo comunale di Protezione civile, fa sapere dell’incontro che si è svolto ieri sera con i volontari, per metterli al corrente della convenzione con il Comune. Sabato c’era stata una prima riunione con il vicesindaco Stacchietti e una rappresentanza dei Rangers d’Italia, ma sui volontari che dovrebbero sorvegliare sulle distanze lo stesso Berdini appare perplesso: «bisogna vedere quanti volontari saranno disponibili a svolgere questo servizio – spiega - ci è stato chiesto di monitorare e noi siamo a disposizione per far rispettare il distanziamento». Rosa Di Lella è una volontaria della Protezione civile ed è anche contitolare, con il marito, del bar Delirium sul lungomare Trieste a Porto Sant’Elpidio. L’esercente fa notare le difficoltà cui va incontro un volontario: «Noi della Protezione civile abbiamo fatto il corso safety - dice - . Quando ci sono concerti, eventi sportivi possiamo operare, ma non possiamo essere le sentinelle volontarie. Sulle spiagge o nelle piazze della movida, questo servizio non lo farò mai perché non posso dire a due fidanzati di non avvicinarsi troppo. Un conto è fare un servizio in un concerto d’estate, aprire una transenna per aiutare qualcuno ad entrare, un altro è far rispettare le distanze di sicurezza». Benedetto Crescenzi è stato al comando della municipale ed è in Protezione civile: «è un’aberrazione, erano già una forzatura i nonni nelle scuole per aiutare i bambini ad attraversare sulle strisce. A Porto Sant’Elpidio abbiamo avuto l’esperienza delle ronde quando abbiamo mandato i volontari della Protezione civile a fare le passeggiate contro le prostitute sulla statale Da noi c’è stato un precedente dell’uso improprio dei volontari di Protezione civile. Adesso, con gli assistenti civici, si tocca una sfera delicata e si mandano in giro persone senza qualifica e senza potere. Ti avvicini a qualcuno e gli dici “devi stare a distanza!” e quello ti risponde “e io non ci sto, e allora?” Si rischia la guerra per strada. L’unica possibilità è il richiamo al senso di responsabilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA