Fermo, i dentisti e le cure a distanza nella fase 2 del coronavirus: «Adesso ci basta un video»

Lunedì 1 Giugno 2020 di Chiara Morini
Fermo, i dentisti e le cure a distanza: «Adesso ci basta un video»

FERMO - Fra le varie riaperture dei giorni scorsi anche quelle degli studi dentistici che debbono far fronte a una situazione spesso molto diversa rispetto al passato. Una riapertura con tutte le precauzioni del caso previste dai protocolli dettati dal ministero che prevedono alcune novità. Su tutte la prosecuzione del teleconsulto e telemedicina, applicati durante l’emergenza soprattutto per l’ortodonzia.

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Si lavorerà, come sempre, per appuntamento e, il giorno prima, lo studio dentistico effettuerà un triage telefonico per conoscere le condizioni di salute del paziente. Eventuali acuzie a parte, le domande che rivolgerà saranno relative all’eventuale presenza di sintomi quali febbre, tosse, o qualunque altro problema di salute che possa far sospettare la presenza di Covid-19. Oppure se nelle ultime settimane sia venuto in contatto con pazienti positivi o in quarantena.
 
Dubbi o febbre faranno inevitabilmente slittare l’appuntamento, che sarà riprogrammato. «Il paziente sarà accolto in una sala di attesa riorganizzata per far rispettare le distanze» spiega Costantino Strappa presidente della commissione dell’albo odontoiatri e membro del Consiglio direttivo provinciale dell’Ordine dei medici ed odontoiatri della provincia di Fermo.
La febbre
E’ lui che aggiunge come «bisognerà accedere con mascherina, igienizzare le mani, sarà misurata la temperatura con termoscanner (massimo 37.5 per accedere al servizio). Niente accompagnatori se non in caso di bambini o persone non autosufficienti». Anche il professionista indosserà cuffia, mascherina e visiera protettiva per il viso, e gli ambienti saranno costantemente areati e igienizzati, dopo ogni seduta. Attivi costantemente anche a distanza, i 150 dentisti iscritti all’Ordine non hanno mai cessato l’attività, garantendo comunque le urgenze. La differenza è che, ora, «il protocollo di sicurezza già eccellente è stato ulteriormente implementato». Di certo virus e patologie non sono mai mancate e i dentisti ci si sono sempre confrontati: «Dall’epatite all’Hiv, abbiamo sempre avuto protocolli di sicurezza mai trascurati anche prima del Coronavirus» aggiunge il dottor Eugenio Tosco, membro della Commissione odontoiatrica. L’aveva detto anche in periodo pre-Covid, e ancora c’è il problema dell’approvvigionamento dei dispositivi di protezione.
La commissione
Il dottor D’Onofrio, anche lui membro della Commissione odontoiatrica spiega che «Sono richiesti, molto costosi e difficili da trovare». La fase 2 sarà anche l’occasione per sviluppare e implementare la telemedicina. Per ovvie ragioni la digitalizzazione degli odontoiatri non potrà mai essere completa, ma di certo quanto fatto nella fase 1 è molto utile. «Si tratta di fare una valutazione iniziale del problema – spiega ancora Strappa – da stabilire se foto o videochiamate, con radiografie in mano per poter capire meglio il problema». E qui l’applicazione concreta più usata finora, dove si può meglio operare, è l’ortodonzia. L’esempio pratico è quello di un bambino con un apparecchio ortodontico. «Nel mio studio ho realizzato alcuni video, dei tutorial per i genitori, in modo da spiegare loro come aprire la bocca e divaricare le labbra – dice Strappa – per poter produrre un video o una foto che illustri il problema». Applicabile ovviamente anche alle altre soluzioni, nei limiti dell’operatività che saranno gli odontoiatri a stabilire insieme al paziente, ma nell’ortodonzia permette di ridurre le visite di controllo agli impianti.
L’approccio
La videoconferenza diventa quindi un nuovo modo di approcciare la patologia odontoiatrica. I vantaggi per il paziente? Economici e di risparmio di tempo, senza compromettere la qualità. «Attenzione a non confondere l’odontoiatra (il dentista) con l’odontotecnico (meccanico dentista) – chiude Strappa – e rispettare sempre le regole».

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