Fermo, nel caos le liste d'attesa post Covid: «Quanti cavilli inutili per le prenotazioni»

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, nel caos le liste d'attesa post Covid: «Quanti cavilli inutili per le prenotazioni»
FERMO - Dovranno mettersi l’anima in pace quelli che si sono visti annullare le visite prenotate anche più di un anno fa. Per tutto luglio e, forse, pure ad agosto la via crucis impegnativa-prenotazione-fila-accettazione resterà la stessa. Tutto da rifare, insomma, per i fermani a cui da settimane squillano i telefoni.



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Dall’altra parte una voce metallica dice che la visita è stata cancellata, senza però farla riprenotare. Il disservizio sta mandando letteralmente in bestia gli utenti e, complice il caldo di questi giorni, i nervi saltano in un baleno. Ne sanno qualcosa gli operatori del Cup di Fermo, presi a male parole da gente inferocita. E non ci si può fare niente. La speranza che le cose migliorino, almeno per adesso, è nulla. Ammette i problemi il direttore dell’Area vasta 4 Licio Livini che fa il punto sul servizio.
 
«Abbiamo un Cup telefonico regionale che non funziona. Fa sì – spiega – che la rabbia dei pazienti si riversi sui nostri operatori di sportello. È un sistema che fa arrabbiare tanta gente perché il percorso è troppo lungo, ma si potrebbe accorciare, riducendolo a due soli passaggi: prescrizione e visita». Invece adesso bisogna tornare dal medico, farsi fase una nuova impegnativa, riprenotare, presentarsi all’accettazione e aspettare di essere chiamati. E la tecnologia non aiuta. I sistemi informatici dell’Asur non consentono di riprogramma le visite. Sembra assurdo, ma è così. Problemi anche per chi deve fare una visita urgente. Pure lì il meccanismo spesso si inceppa. «Questo tipo di visita dovrebbe essere gestito entro tre giorni dagli ambulatori – spiega Livini –, ma il medico del pronto soccorso si ritrova con l’impegnativa del medico curante, manda il paziente al Cup e lì si crea il problema, perché il Cup tende a indirizzare direttamente al reparto, in orari spesso non corretti». In pratica, non si riesce a stare nei tempi previsti dalle nuove regole. E cioè quaranta minuti che possono diventare sessanta in caso di interventi ambulatoriali, più il tempo per sanificare la stanza prima dell’arrivo del paziente successivo.
L’impegno
«Stiamo cercando di avere la gestione locale delle prenotazioni, ma stiamo incontrando qualche difficoltà», fa sapere Fabrizio Santillo. Il dottore della direzione medica ospedaliera ha il polso della situazione. «Fin dall’inizio – spiega – abbiamo cercato di portare le attività ambulatoriali all’esterno dell’ospedale, con una procedura d’ingresso specifica». Le visite ora si fanno all’ex Inam. All’accettazione ci sono i vigilanti della Fifa Security che prendono la temperatura agli utenti e forniscono un questionario da compilare e consegnare al medico. Gli orari sono cadenzati – dice Santillo – e, ogni sera, la sicurezza sa chi deve arrivare il giorno dopo e quando. Il filtraggio serve per evitare assembramenti nei piani, visto che su ognuno ci sono più ambulatori». Le visite cancellate e le file per riprenotarle andranno avanti almeno fino al 31 luglio, data conclusiva dell’emergenza sanitaria. Ma, ammettendo che non venga prorogata, gli strascichi proseguiranno ancora. «Dall’1 agosto – spiega Livini – le prenotazioni torneranno col vecchio sistema, ma il problema della rimodulazione resterà almeno per un po’». A questo punto la domanda è d’obbligo: e le visite serali, se non notturne, e di domenica promesse dalla Regione per recuperare gli arretrati? «Per farle servono persone e, ad oggi, non siamo nelle condizioni di far lavorare i nostri operatori la notte e la domenica. Sono gli stessi che per tre mesi hanno dato tanto per fronteggiare l’emergenza. Adesso hanno bisogno di prendere fiato», la risposta lapidaria del direttore dell’Av 4.
Il reparto
Unica eccezione radiodiagnostica, che visiterà anche fuori dagli orari canonici. «Voglio confidare su investimenti e rafforzamenti. Ho proposto – chiosa Livini – un incremento di organico. Sto aspettando i concorsi e che vengano rimodulati i tetti di spesa per il personale. Quello che prenderemo da qui in avanti sarà strutturato, per garantire una serie di attività con le regole nuove». © RIPRODUZIONE RISERVATA