Fermo, assalto ai locali della costa: poche regole e tanti eccessi. Chiusa un'attività

Lunedì 25 Maggio 2020 di Pierpaolo Pierleoni
Fermo, assalto ai locali della costa: poche regole e tanti eccessi. Chiusa un'attività

FERMO - Tanta voglia di stare insieme, di riassaporare la libertà, ma anche troppi eccessi. Era temuto, il primo sabato a locali aperti dopo il lockdown, per il rischio di eccessivi assembramenti. Tanta, tantissima gente, che in tempi normali farebbe esultare per la vivacità delle località rivierasche, ma che in un periodo ancora di emergenza fa risollevare il livello di allarme.

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Ovunque, dalla collina alla costa, si è rivisto movimento per i viali e nelle piazze, ma com’era prevedibile, è nelle zone litoranee che si è concentrato il maggior afflusso di gente. Non si può certo dire siano mancati i controlli. I pattugliamenti sono stati continui, dalle prime ore della serata fino a notte, ma i presidi non basteranno mai a reprimere comportamenti scorretti. A Fermo le forze dell’ordine hanno fatto chiudere un’attività dove si erano creati degli assembramenti. Popolatissime Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio, dove si valutano già misure per sensibilizzare maggiormente al rispetto delle regole.
 
«Questo primo sabato non è andato bene – commenta il sindaco sangiorgese Nicola Loira – Se da un lato abbiamo avuto belle immagini di una città viva e frequentata, dall’altro queste scene di vita ordinaria, in un contesto di emergenza, non sono certo positive. Abbiamo avuto anche danneggiamenti sulla spiaggia, più che maggio sembrava un sabato di agosto». 
I timori
Preoccupato, il primo cittadino, soprattutto per le fasce di età più giovani. «Ho ricevuto diverse foto emblematiche, con gruppi numerosi di ragazzi in pochi metri e per la maggior parte senza mascherine. Magari tra loro ci saranno anche figli di esercenti o di concessionari di spiaggia che non si rendono conto del danno che rischiano di arrecare alle loro famiglie. Ho sentito le forze dell’ordine per un report e mi hanno confermato i frequenti assembramenti. Il problema riguarda soprattutto i più giovani, ho visto anche tante famiglie e persone adulte che con grande senso di responsabilità sono uscite ed hanno frequentato i locali, ma nel rispetto delle regole. Ringrazio i carabinieri del radiomobile e la polizia per l’attenzione prestata a Porto San Giorgio, la loro presenza è stata costante. In settimana valuteremo, insieme a forze dell’ordine e polizia municipale, se e quali azioni adottare per evitare comportamenti sconsiderati». Tanto movimento anche a Porto Sant’Elpidio, sia sul lungomare che in viale Cesare Battisti, che ormai, con tanti locali condensati in qualche centinaio di metri, è diventato il cuore della movida cittadina. Il sindaco Nazareno Franchellucci, nel tardo pomeriggio di sabato, aveva espresso sulla sua pagina Facebook un invito al divertimento responsabile. Il bilancio, anche qui, è in chiaroscuro e già sono pronte alcune misure di sensibilizzazione.
Il pienone
«Ovviamente anche io, come tutti, vivo il timore di un ritorno indietro. Ma oggi tutto dipende dai comportamenti individuali, non ci sono più limitazioni ad uscire – nota Franchellucci – Sabato sera Porto Sant’Elpidio era pienissima, in molti si sono comportati correttamente, ma ci sono state anche condotte poco attente al distanziamento e persone che si trattenevano a meno di un metro senza mascherine. Il presidio è stato costante, un’auto della nostra polizia locale è stata fissa dalle 22 all’1 di notte davanti ai locali più frequentati, a lampeggianti accesi e con la pattuglia che ha percorso continuamente a piedi il viale. Ora chiederò alla Prefettura di fare il punto della situazione». Il primo cittadino punta sulla forte collaborazione con i gestori dei locali. «Hanno fatto di tutto per rendere gli spazi idonei ad accogliere il pubblico in sicurezza – continua Franchellucci – Mercoledì, insieme a loro ed al comandante della polizia municipale, valuteremo le possibili azioni per incentivare comportamenti corretti. Ad esempio, pensiamo di fornire delle mascherine agli esercenti, che potranno distribuirle a quei clienti che si presentano sprovvisti di dispositivi di protezione. Un modo in più per sensibilizzare ad un atteggiamento responsabile».

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