L'andata e ritorno di Gianluca nell'inferno coronavirus: «Ho temuto di morire, al Murri mi hanno salvato»

Lunedì 28 Dicembre 2020 di Veronica Bucci
Altidona, l'andata e ritorno di Gianluca nell'inferno coronavirus: «Ho temuto di morire, al Murri mi hanno salvato»

ALTIDONA «È stata davvero dura e ho avuto l’impressione di essere sul punto di morire. Ma oggi sono qui, ne sono uscito». Ha 49 anni Gianluca Giaccio, viene da Marina di Altidona e ora può dire con sollievo di aver superato il Covid. Ma è stata una prova che lo ha segnato profondamente.

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«Se ce l’ho fatta – racconta - il merito è tutto del personale dell’ospedale Murri di Fermo che con infinita umanità e una professionalità encomiabile, mi ha seguito in ogni istante dei miei 23 giorni in ospedale (dal 4 al 27 novembre). E anche dopo». Giaccio soffre di diabete e nei mesi scorsi, dopo un incidente stradale, gli è stata asportata la milza.

 

Le patologie

Un tipico caso, per quello che è diventato ormai il vocabolario abituale della pandemia, verrebbe definito “con patologie pregresse”. Lui però ce l’ha fatta e la sua gratitudine verso il personale del Murri è il primo pensiero. «Il 3 novembre ho iniziato ad accusare seri problemi di respirazione. Riscontrata la positività al Covid, a casa è arrivata l’ambulanza che mi ha trasportato d’urgenza all’ospedale di Fermo. Sono stato a un passo dall’intubazione con problemi di respirazione e di ossigenazione. Ma fortunatamente ci sono sempre stati loro. Parlo di primari, medici, infermieri, Oss, inservienti. Dalla direzione sanitaria dell’Av 4, con il dottor Licio Livini, a quella ospedaliera e, certamente, a tutti i reparti che mi hanno avuto in cura, ossia il Pronto soccorso, la Terapia intensiva, le Malattie infettive e la Medicina Covid. Nutro nei loro confronti una grandissima ammirazione, sono persone fantastiche sotto il profilo sia umano che professionale, scrupolosi e competenti, ma anche sempre col sorriso. Sì un sorriso che si percepisce chiaramente anche se celato da quei dispositivi di protezione». Un pensiero speciale, il 49enne che ha superato il Covid, lo rivolge «alla dottoressa Valentina Monaldi che mi ha seguito minuto per minuto, sempre. E pensate che si è sincerata delle mie condizioni di salute anche una volta dimesso, una volta che sono tornato a casa. Mi ha chiamato per sapere come stavo. Questi sono davvero angeli al nostro servizio, lavorano senza sosta anche per 14/15 ore al giorno senza fermarsi un istante».

La presenza

«Io ci sono passato, sono stato molto male - rimarca - e ora sono tra coloro che saranno loro grati per quello che fanno quotidianamente. A loro il mio infinito ringraziamento e l’augurio di passare festività felici, ma basterebbe che fossero tranquille, e di un 2021 che ci permetta di lasciarci alle spalle, prima possibile, il Covid».

Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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