Confindustria Centro Adriatico, la scissione è servita. L'Unione Industriali del Fermano alla resa dei conti

Sabato 10 Aprile 2021 di Massimiliano Viti
L'assemblea dell'Unione Industriali del Fermano

FERMO - Sono stati 66 i soci della Uif-Unione Industriali del Fermano che ieri si sono presentati per partecipare all’assemblea generale. Tra questi Annarita Pilotti, Graziano Mazza, Rodolfo Zengarini, Federico Steca, Giuseppe Matricardi e altri imprenditori di spicco del Fermano. Presente in prima fila anche Giampietro Melchiorri, vicepresidente di Centro Adriatico, prima delle sue dimissioni.

 

Tutti in piedi per ricordare Giorgio Ripa, primo storico presidente dell’associazione, di cui riferiamo sotto. Oltre alla presenza fisica, altre 44 aziende hanno deciso di farsi rappresentare attraverso le deleghe.


Le cifre
A parte un voto contrario e al massimo 3 astenuti, sono state approvate tutte le proposte all’ordine del giorno: il recesso da Confindustria Centro Adriatico, la richiesta di espellere il presidente (Simone Mariani) e il vice (Enrico Ciccola) della stessa territoriale, la richiesta di procedere con lo scioglimento dello stesso sodalizio, le sanzioni per “gravi comportamenti e inadempimenti alle previsioni statutarie” di alcuni soci e la richiesta di far dichiarare nulle le espulsioni di Andrea Santori e Fabrizio Luciani che ha relazionato i presenti in quanto, presidente protempore di Uif in attesa dell’elezione del nuovo. Probiviri e revisori dei conti della stessa associazione hanno seguito la seduta via web. Ciò che è stato deliberato è la richiesta di giustizia, o un atto di ribellione se lo guardiamo con gli occhi di Ascoli.

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Il verbale dell’assemblea ha già preso la strada per Roma. Destinazione finale viale dell’Astronomia dove il collegio dei probiviri lo esaminerà per poi pronunciarsi in merito alla situazione di spaccatura che si è creata all’interno di Confindustria Centro Adriatico. Lo stesso collegio che, a fine ottobre, avallò in qualche modo le indicazioni di Mariani portando alle dimissioni di Melchiorri e al richiamo del direttore Giuseppe Tosi. I probiviri nazionali hanno chiesto al presidente di Centro Adriatico di convocare un Consiglio generale, con la presenza dei membri fermani dimissionari e degli espulsi Fabrizio Luciani e Andrea Santori.


L’esito
Consiglio che dovrà svolgersi nei prossimi giorni e al termine del quale gli stessi probiviri nazionali, dopo aver valutato le posizioni dei contendenti, prenderanno un orientamento al fine di risolvere la diatriba. O conservando l’alleanza tra Fermo e Ascoli oppure, con una spaccatura giudicata irreparabile, accompagneranno le due territoriali al divorzio, così come è avvenuto tra Pesaro e Ancona. L’assemblea di ieri serviva per fare la conta dei cosiddetti rivoltosi. La presenza fisica di 66 persone va ritenuta come un significativo sostegno verso il gruppo dei fermani e denota la presenza di un diffuso malumore nei confronti non tanto di Ascoli e dei suoi imprenditori quanto nella gestione dell’associazione confindustriale. Con le 44 deleghe presentate, si è arrivati al 75% del totale votanti della stessa Uif.

Un altro numero da tenere in considerazione sono le circa 30 lettere di recesso da Confindustria che sono arrivate, a riprova del dissenso fermano. È evidente che se anche la metà degli imprenditori presenti ieri sera decidesse di uscire da Confindustria, si arriverebbe a un numero ragguardevole, anche in termini di contribuzione. Soprattutto se ad uscire sono aziende del calibro di Premiata, Artisans Shoes e altre. Se Fermo ha scoperto le carte in tavola, chi ancora deve scoprirle è Mariani con i suoi seguaci.

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