Confindustria, espulsioni sospese e un comitato paritetico fino all’elezione del nuovo presidente

Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico
Simone Mariani, presidente di Confindustria Centro Adriatico
di Massimiliano Viti
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Giovedì 22 Aprile 2021, 07:10

FERMO - Confindustria Centro Adriatico traballa. Nessun segnale di distensione è emerso durante il consiglio generale dell’associazione che si è svolto martedì. Nemmeno la presenza del segretario del collegio speciale dei Probiviri confederali, Federico Landi, è servita per moderare i toni tra le opposte fazioni.

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Simone Mariani è rimasto alla guida di Centro Adriatico ma di fatto, con la situazione conflittuale in atto, può firmare solo atti di ordinaria amministrazione per non bloccare del tutto l’operatività dell’associazione in quanto c’è un intervento deciso da parte di Roma.


La relazione
Landi relazionerà al collegio dei probiviri sulla situazione che ha visto, proponendo la formazione di un comitato ristretto (3-5 persone) con compiti esplorativi per vedere se sussistono o meno margini di trattativa per ricomporre la frattura tra Ascoli e Fermo. Un tentativo che, ad oggi, appare in salita. Qualora non dovesse andare a buon fine, lo stesso comitato potrebbe trasformarsi in liquidatorio con il compito di affiancare Roma per traghettare l’associazione allo scioglimento e quindi alla separazione tra Fermo e Ascoli. I tempi di risposta saranno piuttosto rapidi, anche entro la fine di questa settimana. Roma deciderà anche se avrà un seguito la proposta avanzata da Simone Ferraioli, votata a maggioranza dal consiglio generale di martedì, per la formazione di un comitato paritetico che gestirebbe l’associazione da qui al rinnovo della presidenza.


I probiviri
I probiviri hanno comunque già preso posizione su alcune questioni. Sono stati costretti ad intervenire tempestivamente sulla proposta last minute di Mariani di formare un comitato di reggenza. Hanno chiarito la questione, rimarcando come Mariani abbia recepito solo in minima parte ll chiarimento che gli avevano fatto qualche giorno prima. Un intervento che sa tanto di altolà. Gli stessi probiviri hanno censurato la lettera diffusa agli associati contenente la ricostruzione dei fatti in “versione ascolana” e hanno confermato l’esistenza della UIF-Unione Industriali del Fermano e quindi la legalità delle azioni intraprese dagli associati e hanno sospeso per “vizi procedurali e di notifica” il verbale delle espulsioni di Andrea Santori e Fabrizio Luciani, rispettivamente membro del consiglio di presidenza e presidente Comitato piccola industria. Resta in sospeso la questione non secondaria del prelevamento di diverse migliaia di euro dal conto corrente UIF. La stessa Unione fermana la definisce una «sottrazione» di denaro compiuta da «persona non autorizzata». Una vicenda che potrebbe avere dei risvolti anche a livello legale e non solo confindustriali qualora non venisse sistemata. E la UIF pretende lo storno del prelevamento. Su questo i probiviri non si sarebbero ancora pronunciati. Inoltre, i fermani hanno anche chiesto le dimissioni di Simone Mariani ed Enrico Ciccola per i comportamenti tenuti e come condizione sine qua non per valutare eventuali proposte di riconciliazione.

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