Viabilità ostaggio dei cantieri nel tratto marchigiano dell'A14, l’Antitrust multa Autostrade

Sabato 27 Marzo 2021 di Francesca Pasquali
La viabilità nel tratto marchigiano dell A14 è rimasta ostaggio dei cantieri sequestrati dal 4 ottobre del 2019

FERMO - Cinque milioni di multa. Tanti ne ha comminati l’Antitrust ad Autostrade per l’Italia, per pratica commerciale scorretta. La sanzione riguarderebbe «la mancata riduzione dei pedaggi in alcune tratte oggetto di manutenzione».

 
I viadotti sequestrati
Compresa quella tra Porto Sant’Elpidio e Massignano, dove si trovano i cinque viadotti sequestrati il 4 ottobre 2019 dalla Procura di Avellino (il Vallescura tra Porto Sant’Elpidio e Fermo, il Petronilla a Porto San Giorgio, il San Biagio ad Altidona, il Campofilone a Pedaso e il Santa Giuliana a Massignano). La società pagherà la multa, ma ha già fatto sapere che farà ricorso, «ritenendo pienamente legittimo il proprio operato». «Autostrade per l’Italia – si legge in una nota di Aspi – è l’unica concessionaria italiana ad aver attuato iniziative di azzeramento o riduzione dei pedaggi, proprio allo scopo di lenire i disagi degli automobilisti in alcune particolari tratte oggetto di cantierizzazione. Tale riduzione, del tutto volontaria, non vigendo alcun vincolo di legge o concessorio in tal senso, ha comportato finora minori introiti per 77 milioni». «La società – prosegue la nota – ha tempestivamente provveduto a fornire la massima informazione possibile all’utenza sulle agevolazioni introdotte e su percorsi alternativi, attivando tutti i canali e gli strumenti a disposizioneì». La multa riguarda cantieri disseminati lungo A10, A7, A12, A26, A16 e A14.

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I sequestri dopo la strage
Gli ultimi due tratti sono quelli interessati dai restringimenti dovuti ai sequestri attuati dalla Procura campana a seguito dell’indagine aperta dopo la strage di Acqualonga, nel 2013, in cui persero la vita quaranta persone. L’inchiesta portò alla chiusura di tredici viadotti e all’obbligo, per Autostrade, di sostituire i guardrail ritenuti non a norma. Era l’ottobre di due anni fa e, per mesi, lungo il tratto sud delle Marche fu l’inferno. Settimane di code chilometriche e di traffico in tilt. Il giorno peggiore fu il 22 dicembre, quando il tempo stimato per raggiungere Pescara, da Ancona, era di sei ore, nonostante il dissequestro, due giorni prima, di tre dei cinque viadotti. L’8 luglio scorso, la Procura di Avellino ha dato l’ok anche al dissequestro degli altri due viadotti. A dicembre sono partiti i lavori sul Campofilone, quello con l’iter più avanzato, in direzione nord.

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