I simboli di Amandola rinascono dopo il sisma del 2016: ecco i cinque progetti cardine

Giovedì 20 Maggio 2021 di Francesco Massi
I simboli di Amandola rinascono dopo il sisma del 2016: ecco i cinque progetti cardine

AMANDOLA  - Si muove la macchina della ricostruzione per gli edifici pubblici danneggiati dal terremoto del 2016. E lo fa in modo massiccio con cinque grandi progetti pronti per un investimento di oltre 8 milioni di euro. Riguardano opere importanti della città, anche molto attese e che si affiancano alla costruzione del nuovo ospedale dei Sibillini che procede senza sosta. 

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Riguardo i lavori si partirà con quelli della ex Casa del Fascio. È stata avviata la progettazione esecutiva e presto ci sarà l’appalto. In un secondo momento toccherà allo storico teatro La Fenice quindi alla chiesa del Beato Antonio. Per il chiostro e la chiesa di San Francesco si dovrà attendere il 2022/23. «Era fondamentale far approvare questi progetti. I cittadini - sottolinea il sindaco Adolfo Marinangeli - meritano di tornare a vivere questi luoghi simbolo della nostra città».

Dunque una svolta importante nel processo di ricostruzione pubblica post sisma che ha viaggiato lentamente, ovunque e in generale dal 2016, a causa, principalmente, della macchinosità della burocrazia. «Da 5 anni lavoriamo alla ricostruzione. La burocrazia infinita ha rallentato tutto, solo negli ultimi mesi con il commissario Giovanni Legnini – commenta Marinangeli – si sta vedendo qualche cambiamento. Dal 2018 abbiamo iniziato a spingere con forza per l’approvazione di questi progetti e negli ultimi due anni siamo riusciti a fare passi decisivi, poi oggi questo felice annuncio».

Corposo l’investimento. Il processo di ricostruzione e adeguamento riguarderà l’ex Casa del Fascio per 660mila euro, la chiesa del Beato Antonio per 1.400.000, 1.430.000 euro per il teatro La Fenice, mentre per la chiesa di San Francesco sarà investito 1.350.000 e per il chiostro annesso 3.400.000 euro. Tutti i lavori saranno finanziati interamente dall’Ufficio speciale per la ricostruzione. Insieme alla realizzazione del nuovo ospedale le sistemazioni di queste opere dai danni del terremoto costituiranno gli interventi più importanti per Amandola. 

Riguardo la lentezza della ricostruzione Marinangeli è chiaro sulle cause. «Tutti sanno che ha proceduto a rilento per troppo tempo – sottolinea il sindaco - la burocrazia e determinati passaggi hanno appesantito l’intero sistema. Ad esempio, anche queste verifiche per i Cir e poi i progetti preliminari, approvati da poco, rappresentano un ulteriore step che ha allungato i tempi tecnici. Di risultati importanti ne abbiamo raggiunti ed ora stiamo portando avanti un vasto sistema di progettualità e interventi pubblici. Tutto questo è stato possibile grazie all’operato del nostro ufficio tecnico. Avere alle spalle ingegneri ed architetti di qualità, collaboratori fidati ed esperti del settore, ci ha permesso di muoverci con maggiore rapidità rispetto ad altre realtà. Fare affidamento su tecnici validi vicino a ottime professionalità esterne, ha reso possibile portare avanti tutti questi interventi contemporaneamente».

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