Ospedale dei Sibillini, montato anche il tetto. Marinangeli: «Pronto per l'estate 2022». Ma resta il rebus Medicina

Giovedì 7 Ottobre 2021 di Francesco Massi
Ospedale dei Sibillini, montato anche il tetto. Marinangeli: «Pronto per l'estate 2022». Ma resta il rebus Medicina

AMANDOLA - Camminano a passo veloce i lavori per la realizzazione del nuovo ospedale dei Sibillini. E’ stata appena terminata la copertura, un passaggio significativo, e il solaio interno tra il primo e secondo piano. La struttura portante è completata. Ora la tamponatura esterna poi si inizia dentro con gli impianti. «Per la previsione di conclusione della costruzione - sottolinea il sindaco Adolfo Marinangeli - manteniamo quella della primavera-estate 2022, considerando le interruzioni che potrebbero esserci durante l’invernata per cause meteo».

 


La struttura sarà dimensionata per 80 posti letto. Quindi tutto chiaro riguardo il percorso, almeno per il momento, del nuovo ospedale. Invece rimane un rebus la nuova struttura per far ritornare il reparto di Medicina di Amandola, ospitato al Murri di Fermo dopo il sisma del 2016. La costruzione è terminata, arredata e dotata di tutta l’impiantistica, ma rimane chiusa ormai da mesi. Un complesso costato 2,5 milioni di euro arrivati dalla Protezione civile nazionale. Dal Comune fanno sapere che tutta la documentazione necessaria che si doveva fornire, compresa la concessione del comodato d’uso gratuito, è stata completata da tempo e inviata alla direzione Asur regionale e dell’Area vasta 4. Però è lì ferma senza alcuna decisione. Quindi la struttura è chiusa e non si sa quando potrà aprire. In un recente intervento all’assemblea del Pd amandolese il senatore Francesco Verducci ha avanzato anche l’ipotesi di un’interrogazione parlamentare, qualora la situazione non si sbloccasse, visto che si tratta di un investimento con soldi pubblici e di un complesso diretto a dare un servizio primario per la popolazione.


Ma da parte della Regione trapelano alcune perplessità. Lo si è capito nell’ambito di un’intervista rilasciata dall’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini riguardo la sanità fermana. «Per medicina di Amandola manca l’idoneità dei locali, per cui ci sono stati incontri, tra tecnici Asur e Comune di Amandola per risolverli», aveva rimarcato. Altro problema, sollevato da Saltamartini, è l’appropriatezza delle cure. «Riportando lì i pazienti – aveva detto - significherebbe spostarli a bordo delle ambulanze, ogni volta che hanno bisogno di diagnosi strumentali o di sottoporli a terapie elettromedicali. I medici non ritengono che per i pazienti sia una soluzione ottimale, soprattutto in vista della prossima realizzazione del nuovo ospedale, che sarà invece dotato di tutto quanto serve».


La strumentazione di diagnostica per immagini (Tac, risonanza magnetica e quant’altro) è posizionata in un’ala agibile del vecchio ospedale, a circa un km di distanza. Insomma diversità di vedute e quindi sembra che la situazione sia destinata a rimanere sospesa. Un fatto è certo. Occorre trovare una soluzione e una destinazione, possibilmente prima possibile, a questa struttura che rischia di diventare un’ulteriore opera inutilizzata.

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