A14, l'attesa per i viadotti è finita. Partono i lavori per la messa in sicurezza: il primo cantiere sul tratto in direzione nord

Martedì 1 Dicembre 2020
Le code sull'A14 a causa dei restringimenti sui viadotti

FERMO - La pandemia frena il traffico ma rimette in moto i lavori nei cantieri. Dopo una lunga attesa, arriva la notizia più bella: partiranno stasera, alle 22, i primi lavori di sostituzione e ammodernamento delle barriere laterali di sicurezza dei viadotti dell'A14.

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Sono da anni nel mirino delle inchieste e delle polemiche, causa principale delle file infernali che hanno caratterizzato il traffico sull’A14 nel tratto maledetto fra Porto Sant’Elpidio e San Benedetto, almeno per quanto riguarda le Marche.


La scelta
Si parte dal viadotto di Campofilone, uno dei nodi nevralgici e teatro delle file più lunghe, anche perché si trova, per chi proviene da nord, subito dopo la galleria di Pedaso. È stato il primo a essere dissequestrato dalla Procura e ora è il primo dove partono i lavori. Le attività di cantiere sono state organizzate, come fa sapere Società Autostrade, appena ricevuta, martedì scorso, l’approvazione del progetto esecutivo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e dopo la successiva autorizzazione a procedere, questa datata il 26, dell’autorità giudiziaria di Avellino.


I particolari
I lavori riguarderanno prima la carreggiata in direzione Ancona, per procedere in seguito, una volta concluse le attività verso nord, sulla carreggiata opposta. I timori in merito a nuovi rallentamenti dovrebbero essere fugati dalla presenza di due corsie di scorrimento in tutte le fasi di lavoro, «mentre le aree di cantiere - si legge in una nota - saranno delimitate con dispositivi a elevato standard di protezione». L’installazione delle nuove barriere comprende gli interventi di adeguamento strutturale del viadotto, che richiedono di operare prevalentemente durante il giorno per garantire temperature adeguate all’utilizzo delle malte cementizie speciali. Le fasi di spostamento dei cantieri e delle delimitazioni di sicurezza saranno attuate di notte con brevi chiusure del tratto interessato. Altri lavori, in queste settimane, hanno riguardato la pavimentazione all’altezza dei caselli di entrata e uscita, con interventi nella stessa Pedaso, a Fermo-Porto San Giorgio e a Porto Sant’Elpidio.


La previsione
A febbraio, con la fine della prima fase dei lavori e con l’installazione delle barriere di sicurezza all’altezza del viadotto, la carreggiata in direzione Ancona sarà liberata anche delle aree di cantiere che verranno allestite in direzione opposta. Complessivamente i provvedimenti dell’autorità giudiziaria di Avellino, relativi alle barriere laterali di sicurezza, hanno riguardato 13 viadotti, 6 dei quali nel tratto marchigiano. Dopo la corsa, a luglio, della direzione di tronco di Pescara di Autostrade per l’Italia per riposizionare tutte le barriere provvisorie, in modo da non ingolfare l’esodo estivo, la Procura campana aveva dato l’ok alla proroga del nuovo assetto, confermando che la soluzione adottata garantiva la necessaria sicurezza. E grazie alla doppia corsia l’estate, a parte qualche inghippo, è passata via liscia, o comunque con moltissimi meno problemi rispetto al passato, con l’Italia spesso spezzata in due a causa dei lavori.


La zona
Per quanto riguarda i lavori a Campofilone, erano stati congelati a marzo, ma già dal 15 luglio, grazie al Decreto Semplificazioni, è stato possibile accelerare le procedure e dare il via libera all’intervento. Sotto la lente il periodo compreso fra gennaio e febbraio per lo sblocco degli altri cantieri che riguardano il tratto delle Marche, anch’essi sottoposti alla medesima trafila burocratica, con il passaggio al Ministero e quindi l’avallo definitivo in Procura ad Avellino. Il passaggio è complesso perché gli uffici ministeriali debbono approvare per ogni viadotto un progetto esecutivo e perché bisogna elaborare un intervento in un’area sottoposta a sequestro.


Le zone
Nelle Marche i lavori riguardano le province di Fermo e Ascoli. Il via praticamente al confine: il viadotto di Campofilone ricade per poche centinaia di metri sotto il Fermano. Il primo disco verde, dopo lo stop di marzo, era arrivato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche di Toscana, Marche e Umbria e ulteriori passi in avanti erano stati fatto a fine agosto, con la direzione generale per la vigilanza dei concessionari autostradali che aveva trasmesso ad Aspi il parere favorevole del Provveditorato. La chiamano burocrazia: ora tocca agli operai.

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