Il direttore di Confindustria Centro Adriatico chiede una soluzione rapida: «Stop alle divisioni, un’unica proposta per la nuova A14»

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Francesca Pasquali
Autostrada A14 nella morsa dei lavori nel tratto sud

FERMO - Terza corsia o arretramento? Va bene tutto, purché si decida. In fretta. Il tempo passa inesorabile sul tratto fermano dell’A14. Scandito da code chilometriche e incidenti a raffica. Dal lunedì al venerdì. Stop ai cantieri nel fine settimana e il lunedì dopo si ricomincia.

Un copione che si ripete, identico, da aprile. Destinato a restare tale almeno fino alla prossima primavera. Il Fermano sa che serve una soluzione. La chiede subito. Ma su quale sia la migliore si divide.

 
La divisione
Da una parte i pro arretramento, dall’altra i favorevoli a prolungare la terza corsia almeno fino a Pedaso. Che sono i più. La pensa così anche il Ministero delle infrastrutture che ha incaricato Autostrade per l’Italia di aggiornare il vecchio progetto della terza corsia. In realtà, ci sarebbe anche una terza opzione. L’ha proposta di recente Francesco Acquaroli. L’idea del presidente della Regione è di spostare verso l’interno solo una delle due carreggiate, quella da nord a sud. Che diventerebbe a tre corsie, più quella d’emergenza. Mentre l’altra non verrebbe toccata.

Ma, mentre si progetta e, forse, si fantastica, il tempo passa. E i guai, per chi rimane imbottigliato, restano. «In un caso o nell’altro, si tratta di soluzioni che richiederebbero anni per essere realizzate. Cerchiamo di capire se è praticabile la proposta del presidente Acquaroli. L’importante è fare presto e non perdere altro tempo prezioso». A parlare è Giuseppe Tosi. Per il direttore di Confindustria Centro Adriatico, il limite del territorio è di andare in ordine sparso. Di parlare e parlare senza, poi, stringere. E, soprattutto, di non sapersi mettere d’accordo. 


Gli altri territori
Come, invece, riescono a fare altrove. Per esempio, nell’Ascolano e nel Maceratese, dove «sono molto più compatti e portano a casa i risultati». «Manca una visione comune – spiega Tosi –, per andare tutti in una direzione che possa essere più o meno condivisa. È questo che ci ha sempre penalizzato e che sembra quasi una forma di autolesionismo». Propone un tavolo sulle infrastrutture, il direttore degli industriali fermani, e invita la politica a fare la sua parte. Attorno al tavolo, sulla falsariga di quello per lo sviluppo che si riunisce in Provincia e che «ha ottenuto risultati notevoli e, per certi versi, inaspettati», dovrebbero sedersi tutti gli attori che hanno voce in capitolo, per mettersi finalmente d’accordo.

Un po’ quello che, nel suo piccolo, ha provato a fare Porto San Giorgio, dove la seconda Commissione, allargata a tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, s’è accordata sull’ok alla terza corsia, ma a patto di ragionare su un progetto diverso da quello del 2006, «che non era fattibile allora e non può esserlo adesso».

L’obiettivo della commissione è maturare una sua proposta unitaria. Ma, pure lì, non succederà dall’oggi al domani. La strada per i risolvere i problemi dell’A14, insomma, resta travagliata. Intanto, il Fermano guarda preoccupato al Natale. In quei giorni, ha assicurato Autostrade, i cantieri si fermeranno, come per il ponte di novembre. Ma la pausa dai lavori non scongiurerà file, caos e tutto il resto. E il timore che il sud delle Marche torni a diventare un collo di bottiglia è reale. «Il tempo che si passa in fila ha un costo. Parliamo tanto di turismo, ma cosa offriamo ai turisti?», si chiede Tosi. «Dal punto di vista delle infrastrutture, la situazione è drammatica», dice. E ammette: «Non abbiamo la soluzione in tasca. Penso che nessuno ce l’abbia, ma bisogna prenderne una, che sia realistica e realizzabile, e fare presto».

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