Far decollare le attività produttive con i servizi integrati di assistenza

Lunedì 14 Giugno 2021 di Sauro Longhi
Far decollare le attività produttive con i servizi integrati di assistenza

Ho sempre creduto nella scienza e continuerò a farlo. La scorsa settimana ho completato la vaccinazione con la seconda dose di AstraZeneca. Tanti giovani stanno facendo la stessa cosa, mentre molti delle generazioni a me vicine stanno aspettando non si sa bene cosa. Tante ragazze e ragazzi si stanno vaccinando per non perdere quello che la vita sta offrendo loro nel periodo unico della giovinezza. Sono di esempio per quanti pensano di non vaccinarsi. Questo permetterà loro di riprendersi la giovinezza, le vacanze e tornare in piena sicurezza a scuola e all’università e ricucire quel percorso spezzato e solo in parte compensato dalla Dad. Tutto comprensibile dal loro punto di vista ma a una condizione irrinunciabile: che lo Stato somministri loro il giusto vaccino e non le rimanenze di magazzino. Evitiamo inutili rischi. Nel far questo occorre seguire ancora la scienza ed il rigore metodologico, evitando comunicazioni errate e intrighi economici. Il vaccino resta ancora l’unica difesa contro il Covid e in questa estate dobbiamo completare la vaccinazione di tutti, altrimenti con l’arrivo dell’inverno il rischio potrebbe tornare alto. Se la nazionale vince tre a zero, siamo tutti contenti, ma non dobbiamo dimenticarci i problemi che abbiamo di fronte. Nulla dovrà essere come prima a partire dalla sanità che dovrà sviluppare più servizi sul territorio. È necessario investire per tempo nelle infrastrutture, così come nell’organizzazione e gestione dei nuovi servizi. Non sono aspetti semplici, invito chi ha la responsabilità politica ed amministrativa della Regione a progettare per tempo altrimenti arriveremo sempre tardi con servizi inadeguati. I fondi ci sono, ora occorrono idee, competenze e determinazione nelle scelte. Un servizio diffuso di telemedicina su tutto il territorio deve essere proposto. Se non ora, quando? Esistono esperienze da cui partire e competenze tecnologiche e organizzative da mettere in campo per sviluppare anche una più ampia integrazione con l’assistenza sociale opportunamente rafforzata e riorganizzata. La rete telematica per la medicina sul territorio dovrebbe sostenere e integrare una domotica sociale anch’essa territoriale per assistere tutte le persone con fragilità e gli anziani. Le tecnologie esistono e sono affidabili, ma da sole non bastano, ora occorre progettare e gestire i servizi. Negli anni, grazie alle azioni di ricerca e sviluppo proposte dal Cluster Nazionale sulle Tecnologie per gli ambienti di vita, molte aziende manifatturiere delle Marche hanno sviluppato nuovi prodotti e servizi in fase prototipale, ora basterebbe solo pianificare delle linee di sviluppo di servizi integrati di assistenza per far decollare le attività produttive collegate, utilizzando ad esempio strumenti di public procurement. Bisognerebbe sviluppare un grande laboratorio su tutto il territorio regionale per sperimentare queste soluzioni con significativi vantaggi per le persone, attraverso servizi adeguati e di qualità, e per le imprese, stimolate ad innovare nei prodotti e nei servizi. Si potrebbero così attrarre investimenti e di fatto evitare la scelta di molte imprese di trasferire le attività produttive in Paesi dove i costi del lavoro sono temporaneamente più bassi. Per la specificità di questi prodotti e servizi, che devono essere dimensionati e specializzati per ogni singolo utente, le aziende devono essere inserite nei territori, la prossimità diventa elemento di competitività. Sono strategie possibili, che potrebbero trovare spazio e finanziamenti adeguati nei capitoli per le transizioni digitali e ambientali del Pnrr. Ma occorrono visioni, capacità di pianificazione e di gestione di chiari obiettivi, tutti aspetti che al momento non troviamo nell’amministrazione regionale. Speriamo in un cambiamento, ma al momento stanno facendo meno della precedente amministrazione, individuando soluzioni a dir poco fantasiose, come un nuovo casello autostradale tra due che distano di pochissimi chilometri, certo meglio averlo che non averlo, ma forse le priorità sono altre, come la terza corsia nel tratto sud dell’autostrada A14 e non il casello per il paese del Presidente della Giunta Regionale. È un modello ormai superato, in Abruzzo si costruivano autostrade per collegare il paese di un Ministro, di fatto disperdendo risorse pubbliche. Con la necessità di rilanciare lo sviluppo di una regione che sta perdendo colpi allontanandosi sempre di più da quel Nord di cui eravamo confine, le infrastrutture su cui puntare devono essere altre, a partire da quella digitale. Infrastruttura fondamentale per il rilancio delle aree pedemontane e collinari, che possono diventare sedi di attività ad alto valore aggiunto, sviluppando specializzazioni compatibili con l’ambiente. Unica possibilità per attrarre nuovi residenti e far ritornare i tanti che sono emigrati per lavoro ma che ora possono far ritorno per le opportunità offerte dallo smartworking. Il lavoro agile andrebbe favorito in queste aree anche con azioni incentivanti dal punto di vista economico, perché più compatibile con l’ambiente e capace di ridurre inutili spostamenti. Questi sono gli investimenti in infrastrutture da sviluppare per dare alle Marche concrete speranze di ripartenza. I problemi da affrontare sono tanti, ma le opportunità offerte dal piano di ripartenza finanziato dalla Commissione europea sono di più, vanno utilizzate, mettendo in campo le competenze di cui disponiamo, a partire dalle università. Le tante ragazze e i tanti ragazzi che continuano a richiedere di essere vaccinati è un segno di speranza, concediamo loro la possibilità di esprimersi e seguire le proprie aspirazioni e i propri progetti, saranno loro a disegnare e costruire il futuro, saranno loro a riservare più attenzione all’ambiente con scelte compatibili e capaci di mantenere il nostro pianeta in equilibrio, saranno loro capaci di attenuare le diseguaglianze sociali, economiche e culturali, per garantire diritti di cittadinanza a tutti.

* Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche


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