Aiutare i giovani a non fare gli stessi errori del passato

Lunedì 4 Ottobre 2021 di Sauro Longhi
Greta Thunberg alla manifestazione di Milano

Discutere dell’ambiente, decidere e pianificare azioni per ridurre i cambiamenti climatici può dividere? Forse sì. Da un lato si pensa che le nuove generazioni non avranno futuro se non si invertono le politiche di sviluppo attualmente in atto. Dall’altro lato si crede invece che realizzare la transizione ecologica necessaria per ridurre l’innalzamento della temperatura del pianeta ha un costo che non ci possiamo permettere.

A Milano, nei giorni scorsi, tanti giovani hanno discusso e fatto proposte per un serio impegno verso un cambiamento capace di contenere l’innalzamento della temperatura del pianeta. Proposte che hanno trovato i 50 ministri dell’Ambiente presenti favorevoli ad assumere l’impegno di mantenere il riscaldamento globale sotto 1,5 gradi, accordo che dovrà essere ratificato a Glasgow nel prossimo mese di novembre.

Fondamentale risulterà l’impegno degli Stati per una maggiore decarbonizzazione delle attività, che ha dei costi che non tutti i Paesi possono sostenere. Tra questi accordi vi è la creazione di un fondo per il clima di 100 miliardi di dollari da destinare ai Paesi in via di sviluppo previsto già dall’Accordo di Parigi. Non è un importo grandissimo, considerando che nel Pnrr il nostro Governo ha stanziato 235 miliardi di euro tra risorse europee e nazionali, ma è necessario, direi fondamentale, per iniziare, altrimenti si resta nel “blablabla” da più parti evidenziato.

I Paesi in via di sviluppo vanno aiutati, altrimenti nelle loro azioni di progresso che stanno avviando, rischiano di commettere i nostri errori se non addirittura di peggiori. L’Africa ha intrapreso il proprio percorso di sviluppo, ancora non pienamente percepito, ma è iniziato. È necessario evitare quanto è accaduto in Cina nel recente passato, dove la corsa allo sviluppo ha trascurato ogni implicazione ambientale, trasformando quelle città in aree gravemente inquinate.

Sarà quindi importante nel prossimo impegno globale da assumere a Glasgow la presenza attiva della Cina e dell’India, altro Paese in forte transizione industriale e grave crisi ambientale. L’azione fondamentale da intraprendere è ridurre la produzione di energia dalla combustione di risorse fossili e, per questo, sarà necessario prevedere un graduale passaggio alle fonti energetiche rinnovabili.

Il fotovoltaico e l’eolico producono energia a basso costo ma non garantiscono piena continuità, perché influenzate dalle condizioni metereologiche e fintanto che non sia avranno sistemi di accumulo energetico affidabili e a basso costo, occorrerà ancora far uso delle risorse fossili, come il gas, abbandonando però l’uso del carbone. Occorre pianificare la transizione, per passi graduali univoci, costanti nel tempo e irreversibili. Questo spero sarà l’impegno che assumeranno i Governi nel prossimo incontro Onu a Glasgow.

Le proposte elaborate dai Giovani provenienti da tutto il mondo sono molto più ambiziose, richiedono un maggiore rispetto dei diritti umani con una attenzione verso le comunità emarginate di tutto il mondo attraverso finanziamenti adeguati e la cancellazione del debito dei Paesi più poveri. Chiedono un maggior rispetto delle risorse, dell’acqua e del cibo, per una produzione alimentare capace di nutrire l’intera umanità e rispettare l’ambiente con una nuova agroecologia. Progetti ambiziosi ma necessari se vogliamo portare l’intero pianeta in un equilibrio sociale ed ambientale.

Un altro gruppo di giovani si è incontrato ad Assisi, giovani economisti dal tutto il mondo, per discutere su come armonizzare le economie di sviluppo del pianeta, a questi si è rivolto Papa Francesco: «Oggi la nostra madre Terra geme e ci avverte che ci stiamo avvicinando a soglie pericolose. Voi siete forse l’ultima generazione che ci può salvare, non esagero».

Abbiamo bisogno dei giovani, della loro creatività, del loro entusiasmo, del loro slancio per dare una prospettiva al pianeta. A noi il compito di aiutarli per evitar loro di commettere gli stessi errori del passato. E poi se tanti giovani a Milano provenienti da tutto il mondo hanno cantato assieme “bella ciao” forse una speranza ancora c’è!

* Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione
Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche

 

Ultimo aggiornamento: 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA