Servono una maggiore equità sociale e sistemi compatibili con l’ambiente

Lunedì 15 Novembre 2021 di Sauro Longhi
Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia

Rimbalzo o ripresa? I dati presentati dalla Banca d’Italia sono incoraggianti, ma danno solo una fotografia del presente. Sul futuro ancora molte incertezze, anche se gli investimenti previsti dal Pnrr potranno favorire trasformazioni verso sistemi economici e produttivi più compatibili con l’ambiente e verso una maggiore equità sociale affinché nessuna rimanga indietro. Questi sono gli obiettivi del progetto che mi auguro non vengano delusi. Per realizzarli ci vogliono conoscenze e competenze che vanno cercate nei più giovani, tra i neodiplomati e neolaureati. Solo ora ci stiamo accorgendo di non averne a sufficienza. Nelle imprese vi è sempre più bisogno di persone capaci di integrare, gestire e sviluppare le continue trasformazioni digitali necessarie per adeguare i processi produttivi, di vendita e di assistenza. Negli ultimi decenni si è ridotto il numero degli studenti nelle scuole tecniche e ora mancano periti informatici ed elettronici per gestire le transizioni tecnologiche nelle imprese. Nelle attività di orientamento non si è dato un corretto risalto al valore delle scuole tecniche e alle concrete opportunità di lavoro che esse possono garantire. Percorsi che si completano anche con il conseguimento di una laurea, come nel mio caso. Nelle varie riforme della scuola, si sono svuotate le scuole tecniche di contenuti e di percorsi, distaccandole dal mondo produttivo e di conseguenza allontanando gli studenti. Molti Istituti tecnici sono stati trasformati in licei tecnologici ed economici riducendo le attività di laboratorio e di sperimentazione del “fare”. Il problema ora emerge chiaramente non avendo un numero adeguato di tecnici da inserire nelle imprese sotto l’impulso della ripresa e degli investimenti in atto. Per formare un tecnico ci vogliono cinque anni, per formare un ingegnere altri cinque. Occorre avere la capacità di prevedere le trasformazioni in atto e pianificare le giuste azioni. Che il digitale avrebbe guidato le trasformazioni produttive e dei servizi lo sapevamo almeno da venti anni, così come la necessità di adeguare i sistemi produttivi per una maggiore sostenibilità ambientale. Eppure, non si è fatto nulla per preparaci a questo. Certo, prevedere il futuro è difficile, ma dar peso solo al presente non ci porta lontano. Recentemente è emerso un altro dato preoccupante che si conosceva da tempo. Nelle Marche non si riesce a trattenere e valorizzare giovani laureati, solo nel 2019 le Marche hanno perso 1.000 laureati. Un problema anche nazionale, molti nostri laureati preferiscono andare all’estero per trovare opportunità adeguate alla preparazione che hanno ricevuto nei nostri corsi di laurea. La domanda che bisogna porsi, come suggerisce il ministro Colao, non è perché tanti giovani laureati vanno all’estero ma: perché le nostre imprese non riescono ad attirare giovani laureati stranieri? Ai tanti che escono se ne potrebbero sostituire tanti che entrano. Forse non sono adeguati i livelli retributivi? Forse è tempo di abbandonare i tirocini formativi con rimborso spese per i neodiplomati e neolaureati e proporre contratti adeguati anche in fase di prima assunzione. Infine, in Italia le donne con laurea (22,4%) superano gli uomini (16,8%), analogamente le diplomate, eppure nonostante i livelli di istruzione più elevati, il tasso di occupazione femminile è ancora molto basso rispetto ai colleghi. I dati riportano il 56,1% contro il 76,8% degli uomini. Sono molteplici le cause che concorrono a questa disparità ma tra queste vi è anche il tipo di laurea o diploma conseguito, spesso le studentesse non intraprendono studi tecnico scientifici pensando erroneamente di non essere idonee o che le professioni che ne conseguono non siano adeguate. Nelle trasformazioni in atto non esistono professioni per sole donne o soli uomini. Dobbiamo far comprendere a tutti le opportunità che anche le donne possono avere nei settori tecnico scientifici, diventando medico o ingegnere. Nel Pnrr percentuali importanti dei finanziamenti sono riservati alle donne, auguriamoci che questo possa portare ad un cambio di passo. Come da tempo ripeto, dobbiamo scommette sulle ragazze!


*Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche


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