Basta credere alle favole. Non esistono i lupi cattivi

Basta credere alle favole. Non esistono i lupi cattivi

di Roberto Danovaro
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Venerdì 3 Gennaio 2020, 04:55

La strategia di ripopolamento dei lupi condotta in Italia negli ultimi vent’anni sta cominciando a dare i suoi frutti. È stato calcolato che sul territorio italiano potrebbero esserci fino a 1.500 lupi, anche se in realtà è stata avvistata effettivamente solo una piccola parte di questa popolazione (qualche centinaio). Ma basta il solo fatto che qualche esemplare sia avvistato che vengono lanciati diversi allarmi ingiustificati e si chieda il loro abbattimento. Anche nelle colonne di questo giornale ho letto dei commenti allarmistici da parte di non addetti ai lavori sulla presenza del lupo nelle Marche. Sono convinto che ognuno possa avere l’opinione che ritiene più giusta su tutti gli argomenti, ma ritengo anche utile ascoltare il parere degli esperti. Ho letto anche che i cinghiali sarebbero creature indifese e i lupi invece sarebbero pericolosi. Ma non è così, anzi direi proprio il contrario, poiché una moltitudine di recenti studi scientifici mostra che la scomparsa del lupo sia una delle principali ragioni di squilibrio per gli ecosistemi naturali in particolare per i nostri Appennini. Negli Stati Uniti, in Arizona per la precisione, la reintroduzione del lupo, sta restituendo equilibrio e maggiori servizi ecosistemici grazie al prezioso contenimento degli erbivori che erano aumentati a dismisura. È così anche in Italia, dove i cinghiali in assenza dei loro naturali predatori, sono esplosi e hanno causato il degrado dei boschi, con riduzione di alcune componenti della vegetazione che hanno a loro volta diminuito la stabilità dei terreni e aumentato il rischio di frane e altri dissesti idrogeologici. E se non volessimo pensare agli effetti benefici sugli ecosistemi e ma solo alla nostra sicurezza è bene sapere che non sono stati registrati attacchi di lupi all’uomo negli ultimi decenni. In Italia non è mai stato registrato nessun morto per attacco di lupo da quando ho memoria. Mentre al contrario solo nell’ultimo anno, in Italia, sono stati registrati oltre 13 casi di morti di persone dovuti ai cinghiali. Le cause principali sono le vittime per incidenti stradali, ma non sono infrequenti attacchi diretti di cinghiali all’uomo, soprattutto quando questi vengono feriti da incauti cacciatori. Sono stati registrati anche casi di lupi morti per attacchi di cinghiali. Nello stesso intervallo di tempo non si è mai registrato neanche un incontro aggressivo da parte del lupo all’uomo. Quindi perché aver paura? L’unico modo per contenere le popolazioni di cinghiali è lasciare che i loro predatori naturali, i lupi. Invece noi vogliamo sempre sostituirci alla natura facendo stragi di cinghiali (ma senza riuscirne a contenere comunque l’abbondanza) e di lupi. Anzi spesso i lupi sono malvisti proprio perché vengono percepiti dai cacciatori come possibili competitori per la caccia ai cinghiali. Le uniche colpe dei lupi sono l’abbattimento di alcune decine (parliamo di meno di cento casi all’anno) di pecore o mucche. È bene ricordare che queste perdite sono rimborsate da fondi appositamente destinati dalle autorità competenti. Certamente non è una cosa che può fare piacere ad un allevatore o un contadino che possiede alcuni capi, ma fa parte del prezzo da pagare per l’equilibrio che l’uomo deve assolutamente trovare con la natura. Un prezzo che va compensato adeguatamente e rapidamente a chi subisce delle perdite. Il tentativo di spandere terrore del lupo, come se fossimo nella favola di Cappuccetto Rosso, è un grave errore e crea disinformazione. Se vogliamo fare informazione su base scientifica ecco cosa è veramente pericoloso per l’uomo, e parlo di uccisioni violente e non di morti dovute a trasmissioni di malattie (come la malaria da parte delle zanzare) o di parassiti. Al primo posto per numero di morti da animali abbiamo i cani, con oltre 17000 morti all’anno a livello mondiale (la razza più letale è notoriamente il Pitbull). Tra gli animali selvatici nel mondo al primo posto troviamo i serpenti con 60mila morti all’anno, seguono i coccodrilli con circa 1.000 morti, poi gli ippopotami con 500 morti, quindi i leoni e gli elefanti con 100 morti ed infine le tigri con circa 50 attacchi letali all’anno. Gli squali sono causa di solo 6 morti all’anno in tutto il pianeta. I lupi zero morti. In Italia sono molto più pericolose le meduse e i calabroni che hanno fatto alcune vittime negli ultimi anni. Ora credo che nessuno si sognerebbe di scatenare una guerra ai cani, alle meduse o ai leoni africani. Credo quindi che non sia sensato scatenare questa guerra contro i lupi. Alimentare il pregiudizio serve solo a rendere più facili gli abbattimenti mirati a limitare le popolazioni di lupi nel nostro paese. E sarebbe un grave errore. Smettiamo di credere alle favole. Viva il lupo.

*Docente all’Università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione zoologica Istituto nazionale di biologia, ecologia e biotecnologie marine

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