Ma quando torneremo alla normalità? Stasera la Nazionale ci darà una mano

Venerdì 11 Giugno 2021 di Giovanni Guidi Buffarini
Ma quando torneremo alla normalità? Stasera la Nazionale ci darà una mano

Quando potremo tornare alla normalità? E dico alla normalità senza aggettivi, non la Nuova Normalità, qualsiasi cosa significhi. Siamo impazienti di lasciarcelo alle spalle, il virus. «È stata una orribile parentesi, è chiusa». La riapriremo giusto per vessare i nipotini: «Ora nonno ti racconta cosa accadde nel 2020». Quando potremo riavere intera la nostra libertà, e smetterla di comportarci come Cenerentola, «Oddio, mancano cinque minuti alla mezzanotte, devo rincasare», e riprendere a mascherarci solo a Carnevale e partecipare a una cena di venti persone, tutti ammassati allo stesso tavolo (da dodici)? Non che non sia gradevole questo periodo di transizione, la vita riconquistata pezzo a pezzo, settimana dopo settimana. Ma insomma quando torneremo alla normalità? Stasera. Per sole due ore, d’accordo. Dalle 21 alle 23, l’Italia sarà esattamente come prima del Covid, e dopo il Covid. Sarà quella di sempre, quando la Nazionale gioca una partita importante: un Paese incollato allo schermo domestico. «Fantozzi aveva un programma formidabile. Calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero». Saremo fieramente Fantozzi, per un paio d’ore, risparmiandoci la flanella che non è stagione (invece è stagione di familiare ghiacciata). Canteremo l’inno di Mameli molto più convinti che l’anno scorso sui disperati balconi. (Era Buffon quello che prima d’ogni sfida lo urlava a squarciagola senza mai beccare una nota giusta manco per sbaglio?). Parleremo fitto col televisore. Trasformati in Commissari Tecnici - che è sempre meglio che credersi tutti virologi, no? - invieremo a Mancini (insensibile, temo, sordo più d’una campana) i nostri preziosi, anzi risolutivi suggerimenti: «Fai entrare Potacchio, muoviti!». Ci indigneremo per le scellerate decisioni dell’arbitro cornuto e venduto. Piede azzurro dritto nettissimo contro caviglia turca: «Ma cosa fischi? Cosaaa? Lascia giocare, ha preso la palla!». Spintarella impercettibile ai danni d’un nostro eroe: «È fallo ooooh! Ma questo bisognoso di cane guida e bastone bianco ce l’ha con noi! E il Var non dice niente? Che schifo!». Ci attendono due ore così, ogni problema rimosso, il mondo intero, fuorché quel rettangolo verde inquadrato dalle telecamere, cancellato per un Paese intero. È l’eterno miracolo del calcio, si produce ogni volta. «Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci». Così parlò Pasolini, e le sue parole oggi sono anche più veritiere. E chi alla sacra rappresentazione calcistica è allergico? Beh, anche per loro oggi sarà una serata bellissima. Volendo pure fantozziana: trascorsa guardando «un film cecoslovacco in lingua originale ma coi sottotitoli in tedesco!». Oppure possono concedersi una passeggiata nella città deserta per nobile causa e non per ignobile virus. Sono splendide le città deserte per nobile causa. Solo, noi calciofili, vi chiediamo una cortesia. Rincasate a partita finita, e senza pretendere di ragguagliarci sulla conversazione intercorsa con Pernilla e Gunilla, Edmondo e Rodelinda. Ci direte tutto domani, oggi per noi esiste solo Italia - Turchia, e dopo il triplice fischio saremo troppo felici o troppo arrabbiati per starvi a sentire. Conceda Eupalla (copyright Gianni Brera) sia la prima partita di sette, la Finale a Wembley fra un mese esatto. Da Commissario Tecnico a Commissari Tecnici: converrete con me che il fuoriclasse ci manca, però la squadra c’è, sa come occupare il campo, sviluppare la manovra, e il calcio fino a prova contraria è gioco di squadra. No, Mancini non mi ha chiamato per concordare la formazione, mi dia retta almeno per i cambi. Verratti non gioca, il ragazzo ce n’ha sempre una. Probabili centrali di difesa, Bonucci e Chiellini: hanno fatto il Gerovital? All’odierno signor Makkelie e ai prossimi arbitri degli Azzurri chiedo in anticipo scusa per gli ingiusti insulti che rivolgerò loro, accecato dal tifo. E alle rispettive mogli e madri, virtuosissime, sia chiaro.

 

*Opinionista e critico cinematografico

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